image

A caccia di un po’ refrigerio nella grande vasca della fontana di Madonna Verona, in piazza Erbe. Sono decine i turisti che, ogni giorno, si avvicinano al piedistallo e, sporgendosi per raggiungere l’acqua, arrivano a mettere i piedi all’interno della fontana. Un gesto comprensibile, considerato il caldo africano delle scorse settimane, non fosse che la vasca proviene quasi certamente dalle terme della Verona romana, i cui resti non sono mai stati rinvenuti ma che, secondo le ipotesi archeologiche più accreditate, si trovavano nell’area dove oggi sorge il complesso del Duomo. La fontana di Madonna Verona è uno dei simboli della città scaligera e fu fatta costruire nel ‘300 da Cansignorio della Scala, ultimo tra i signori di Verona, prima della decadenza conclusa con l’annessione di Venezia. Molti, però, sembrano non saperlo, o non curarsene. Ad alcuni metri, forse troppi, dal monumento c’è un cartello, che racconta le origini di piazza Erbe e della fontana, eppure i turisti continuano a entrare nella vasca. A segnalarlo sono alcuni commercianti della zona che in questi mesi hanno assistito alle scene più varie. Dai cani al guinzaglio che entrano per bere ai genitori che prendono in braccio i figli piccoli e li posizionano in piedi sulla parte superiore della fontana, rischiando con il loro peso di danneggiarla. Alcuni si limitano a immergere le mani nell’acqua per rinfrescarsi e altri, invece, addirittura infilano la bottiglietta vuota sotto gli zampilli per riempirla, senza preoccuparsi se sia potabile. «Alcune settimane fa sono venuti dei ragazzi dell’Accademia, forse per il restauro», commenta una negoziante di piazza Erbe. «Poi però si lascia che i turisti facciano i comodi loro: la fontana è un monumento di Verona e dispiace vederla trattare così».

 NULL

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA - cronaca -pag. 13

Data: 1/01/1970

Note: M.Tr. Foto MARCHIORI