La dottoressa Giovanna Scroccaro

SALUTE. Ieri in Gran Guardia il convegno medico: l’azienda ospedaliera è con Padova hub regionale. Allarmanti i dati
Nell’infanzia e tra i giovani sono le patologie croniche più frequenti Causano forti dolori e possono portare alla disabilità permanente

La dottoressa Giovanna Scroccaro al convegno sulle malattie reumatiche FOTO MARCHIORI
Sono la prima causa di disabilità e, sorprendentemente, nell’infanzia sono le malattie croniche più frequenti. Si parla di patologie reumatiche: artrite reumatoide, artrosi e osteoporosi sono le principali. Ne soffre il 17 per cento degli italiani, un milione solo in Veneto dove, dicono gli esperti, il cento per cento delle pensioni di invalidità si deve a una di queste malattie. Ieri in Gran Guardia al convegno «Le malattie reumatiche: tra dolore e disabilità» le autorità sanitarie, i medici e i farmacisti hanno fatto il punto sul problema e sui nuovi approcci preventivi. Come quelli messi in atto dal Veneto, la regione con il più alto numero di specialisti della materia e la prima in Italia ad aver dato vita a una rete che coinvolge gli ospedali e le università ma anche i pediatri e i medici di famiglia. Questi ultimi formati per individuare le prime avvisaglie e indirizzare i pazienti ai centri di riferimento. Insieme a Padova, l’hub regionale è Verona. Nella Reumatologia dell’Azienda ospedaliera, affidata a Maurizio Rossini, gli ambulatori integrati di reumatologia, dermatologia e gastroenterologia (spesso i disturbi delle ossa e delle articolazioni si portano dietro malattie della pelle o infiammatorie dell’intestino) curano circa ottomila pazienti: cinquemila affetti da artrite reumatoide, 1.500 da artrite psoriasica, 350 da spondilite anchilosante, alcune altre centinaia da varie forme di spondiloartrite. Uno su cinque proviene da altre province o regioni.Tutti hanno in comune una diagnosi spesso tardiva, quando la malattia è più difficile da curare ed espone a un maggiore rischio di invalidità. Tante persone tendono a temporeggiare di fronte a forti dolori e alle prime difficoltà di movimento, per questo un progetto messo in piedi con i medici di medicina generale prevede, quando c’è il sospetto di un’artrite, un canale di accesso preferenziale al centro attraverso un numero di cellulare di riferimento. Vale soprattutto per i giovani fra i 20 e i 30 anni, per i quali un dolore cronico alla schiena può essere l’anticamera di una patologia infiammatoria che porta alla disabilità. Fra l’altro, uno studio condotto nelle scuole dall’associazione Hemove per la ricerca e la prevenzione delle malattie reumatiche – fondata da Leonardo Punzi, direttore della Reumatologia di Padova che ieri ha co-condotto il seminario – ha stimato che due terzi dei diciassettenni veronesi soffre di mal di schiena e un terzo in maniera cronica. Quelle reumatiche «sono patologie sconosciute» precisa Rossini, che è anche direttore della Scuola di specializzazione in Reumatologia dell’ateneo scaligero e sta guidando 60 studi clinici per la gestione delle malattie delle ossa e articolazioni. «Oppure sottovalutate (pure a livello sociale, poiché colpiscono principalmente le donne) pur essendo le più frequenti dopo l’ipertensione. E sottostimate, nonostante siano le più costose: nella nostra regione la spesa si aggira intorno ai 7-800mila euro», spiega. Ma oggi la gran parte si può prevenire e curare: «per esempio l’artrosi», commenta Punzi, «nel 17 per cento dei casi è post traumatica e si previene con semplici esercizi di riscaldamento. O la gotta, di cui soffre il 2 per cento della popolazione con effetti dolorisissimi e fortemente invalidanti, si previene con un corretto stile di vita o non sottovalutando i valori di acido urico nel sangue».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 20

Data: 8/04/2018

Note: L.Per. - foto Marchiori