L’appello dell’Azienda sanitaria e della Conferenza dei sindaci: «La ripartenza non sarà perfetta ma affronteremo via via i problemi »
Non andrà tutto bene. «Mi sento di dire che lunedì, con la riapertura delle scuole, non sarà tutto perfetto ma, strada facendo, l’organizzazione dei servizi migliorerà, tarata sui problemi che via via si presenteranno. Li mettiamo in conto, non saranno pochi, in questo baillame è impossibile garantire che al suono della campanella, e nei giorni a seguire, sarà tutto pronto: chiediamo alle famiglie di essere pazienti e di metterci il buon senso necessario per affrontare la situazione nello spirito della collaborazione. E ai ragazzi di essere responsabili come hanno dimostrato durante il lockdown». A SCUOLA IN AUTOBUS. Così il direttore generale dell’Ulss 9 Pietro Girardi ieri, dopo ore di riunione con i sindaci della provincia per far il punto sull’avvio dell’anno scolastico, ha lanciato un appello pubblico ai veronesi: «Le difficoltà ci sono perché Covid-19 è presente, i numeri dei contagi dicono che il virus si sta risvegliando, ma ricordo che molto dipenderà dal nostro comportamento: la differenza, a tutela della nostra salute, la fanno sempre le mascherine, l’igiene delle mani e il distanziamento sociale. Bisogna», ha ribadito, «essere consapevoli che si creeranno momenti di tensione ma che gli organi preposti – Ulss, Provveditorato, Azienda trasporti, Provincia, Conferenza dei Sindaci- hanno predisposto una serie di interventi, in continuo aggiornamento, per dare risposte risposte risolutive e ridurre al minimo i disagi».Quindi, niente allarmismi e niente scelte dettate dalla paura: «Lunedì mandate i ragazzi a scuola con i mezzi pubblici», ha ripetuto Girardi, «evitate di portarli in macchina, si creerebbe una situazione insostenibile oltre che per il traffico anche per la stessa diffusione del Coronavirus: l’inquinamento è uno dei “veicoli” che facilitano la trasmissione, dove l’aria è malsana lì si è visto che l’epidemia ha fatto numeri più alti. Gli autobus sono sicuri, i protocolli inviati dal ministero sono rispettati da Atv, i controlli sul rispetto delle norme permetteranno di portare a scuola i ragazzi e riportarli a casa intervenendo immediatamente se si verificassero situazioni di potenziale rischio». LE MISURE IN AULA. E dal punto di vista strettamente sanitario? «Sarà dirimente la diagnosi», ha spiegato il direttore generale, «se in classe ci fosse un alunno con la febbre o altri sintomi, sarà subito portato in una stanza che ogni scuola ha predisposto, i genitori verranno a prenderlo e lo porteranno dal medico che valuterà se procedere con i tamponi o se si tratterà di una semplice rinite o di un attacco allergico: per fortuna la tecnologia ci sta venendo in supporto perché dal vecchio tampone molecolare, adesso ci sono dei test rapidi che danno risposte dopo 20 minuti e sono autodiagnostici. Il ministero della Salute lo ha certificato per i viaggiatori, l’auspicio è che lo dia anche per le scuole, in modo da sottoporre a verifica, in caso di sintomi, studenti, insegnanti e personale, così da far scattare poi, in caso di positività, tutte le procedure previste». Esiste poi anche una via ancora più veloce: «Una pallina di cotone che, masticata, a contatto con la saliva, messa poi nei reagenti, conferma in tempo reale se c’è o no il virus. Se da Roma arrivasse il nulla osta al suo utilizzo, avremmo uno strumento, per le scuole ma per ogni altro tipo di situazione, in grado di dare la svolta definitiva al problema Sars Cov-2». MEDICI PER OGNI ISTITUTO. La dottoressa Giuseppina Napoletano del dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 9 ha spiegato che «ognuno dei 4 distretti scolastici veronesi avrà un referente medico e un’assistente sanitaria, così come disposto dalle linee guida regionali, con una linea telefonica diretta con l’Azienda per i casi sospetti. Ricordo che è fondamentale la prevenzione non solo a scuola ma anche a casa: se uno studente non sta bene, bisogna evitare di portarlo in classe».Flavio Pasini, presidente Conferenza dei Sindaci Ulss 9, è tornato sulla psicosi degli autobus: «Da lunedì bisogna mandare i figli a scuola con i mezzi pubblici, c’è stato un crollo verticale degli abbonamenti Atv ed è sbagliato, anche in un’ottica di salvaguardia generale: utilizzare le proprie auto significa aumentare l’inquinamento che è uno dei veicoli di questo virus. Chiaro che l’immagine dei pullman stracarichi non tranquillizza i genitori», ha ammesso, «ma noi vogliamo dire che con l’uso corretto della mascherina ci si può salire! Inutile negare che le difficoltà sono tante, ma la scuola deve ripartire: c’è stato uno sforzo notevole da parte di tutti sindaci per mettere a nuovo gli edifici e renderli sicuri. Il personale è pronto a salire in cattedra? Ce n’è la metà ma in questi giorni si faranno nuove assunzioni e si arriverà in tempo per la campanella di lunedì». COMITATO PRO SCUOLA. Infine, la novità annunciata dal presidente dei Comitati dei Sindaci, Gianluigi Mazzi: «Abbiamo deciso di creare una delegazione rappresentativa che possa riorganizzare la vita scolastica lavorando soprattutto sugli orari e sul trasporto scolastico, e già lunedì si riunirà il tavolo con rappresentanti di Comuni, Scuola, Ulss, Provincia e Atv».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 12

Data: 11/09/2020

Note: Camilla Ferro