L’APPUNTAMENTO. L’evento è stato presentato ieri mattina a Palazzo Barbieri
La manifestazione chiude il Carnevale scaligero «Ormai è diventata un patrimonio di tutta la città Abbiamo esportato la ricetta originale in Giappone».
Attesa e puntuale si svolge oggi la Festa de la Renga, una manifestazione storicamente riconosciuta per la sua peculiarità anche fuori Verona, e reclamata ora persino in Giappone. Dopo una fitta scaletta di eventi nei vari rioni della città, il Carnevale scaligero chiude i battenti con la tradizionale festa che si svolge a Parona, e che decreta ufficialmente l’inizio della Quaresima. Polenta brustolà e renga, accompagnate da un bicchiere di vino, potranno essere gustati fin dalle 10 di mattina in attesa, alle 14.30, del ricevimento delle maschere in via Liberale da Verona. Mezz’ora dopo il corteo con i personaggi noti del carnevale veronese, prima fra tutti la “Parona” e il suo seguito, inizieranno la sfilata fino in piazza del Porto, dove si terrà la gran festa finale con spettacoli, divertimento e le immancabili giostre per i più piccoli. La viabilità torna quella passata, senza interruzioni sulle strade principali, se non in concomitanza con la sfilata pomeridiana.”Si tratta di una festa diventata ormai patrimonio di tutto il Carnevale scaligero”, evidenzia l’assessore al decentramento, Marco Padovani, evidenziando l’ammirevole coinvolgimento di associazioni e alpini di tutta la città.”In questi mesi di preparativi verso la 51esima edizione della Festa abbiamo scoperto che la manifestazione è stata citata nel 1972 persino nell’enciclopedia Junior della Saie, una casa editrice di Torino”, rivela il presidente del Comitato, Roberto Bussola. “L’importanza storica della festa è inoltre confermata anche dal fatto che il nostro fornitore di olio, Turri, ha portato la ricetta originale in fiera in Giappone. Adesso ci sono ristoratori del Paese asiatico che ce ne fanno richiesta, ma per noi è praticamente impossibile soddisfarli. Solo per la festa a Parona si mettono in cucina ben 60 persone. La renga è un pesce povero ma difficile da cucinare, specie per togliere le piccole lische”.Alpini e volontari dei gruppi che si sono fusi con il Comitato, proprietario del marchio della festa registrato al Ministero dell’Industria, oggi distribuiranno 25 quintali di quella che il poeta Giancarlo Peretti descriveva come un “pesse fortunà”, “creà par pescadori e pora gente”, e “finià con la corona da regina”.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 20

Data: 6/03/2019

Note: Chiara Bazzanella