L'ospedale della donna e del bambino a Borgo Trento

SANITÀ. La consigliera regionale del Pd Orietta Salemi denuncia pesanti disagi per gli utenti dell’Ospedale della Donna e del Bambino, con «intrusi» che dormono nella hall
«I neogenitori costretti a portare da casa telini e fasciatoi» Biban replica: «Non è vero ma alcuni aspetti saranno potenziati»

L’ospedale della donna e del bambino, fiore all’occhiello dell’ospedale di Borgo Trento, presenta però carenze e disservizi che sono stati denunciati dalla consigliera regionale Orietta Salemi, che fa parte anche della commissione regionale Sanità. E l’Azienda ospedaliera ha risposto che alcuni servizi verranno potenziati. La polemica è stata lanciata ieri dalla Salemi con una forte denuncia di «gravi disservizi tra carenza di personale e sorveglianza, con i senzatetto nella hall che dormono vicino ai giochi per bambini nell’ingresso. Hall completamente sguarnita di sorveglianza. Punto informazioni elegante, ma deserto. Un intero piano ultimato e arredato che rimane chiuso. Reparti, come quello di terapia intensiva, che sono sotto organico e neonati che vengono così trasferiti in altre strutture».E poi ancora: «Genitori costretti a portare da casa fasciatoi e vaschette per fare il bagno ai piccoli. Questa la situazione disastrosa dell’ospedale della donna e del bambino di Borgo Trento che mi è stata denunciata ormai da tempo e che oggi non può più trovare giustificazioni. “Fate qualcosa” è l’ultimo appello lanciatomi in queste ore».Una situazione, rileva la Salemi «inaccettabile» soprattutto in un momento politicamente delicato visto che «in queste ore a Venezia in giunta regionale si litiga per l’assessorato vacante, le delibere sanità restano al palo e intanto i cittadini si scontrano con queste realtà. Non certo l’eccellenza che vanta il presidente Zaia» che Salemi invita a fare presto una visita alla struttura».L’assessore veronese Luca Coletto intanto ha lasciato l’incarico perché nominato sottosegretario al ministero della Salute. «La realtà è che il Veneto paga una carenza di personale drammatica. Se mancano i medici e gli infermieri anche gli ospedali più nuovi e inaugurati anche in pompa magna servono a poco, come il caso dell’Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento, pressoché in stato di abbandono. Mancano portineria e sorveglianza durante il giorno e la notte. Un piano allestito per ospitare le mamme che hanno bambini piccoli ricoverati, nonostante sia stato ultimato e arredato, è tenuto chiuso pare per assenza di personale. Mi risulta che anche il reparto di Terapia intensiva sia sotto organico. Nonostante ci siano sale attrezzate con culle termiche e tutto il necessario i bambini non possono restare ricoverati in questo reparto perché ci sono i posti letto, ma manca chi tiene aperte le sale. In sala parto non è disponibile l’acqua, nel reparto di Terapia intensiva mancano i sovrascarpe, in Pediatria non c’è il fasciatoio, non ci sono i telini per asciugare i bimbi, non ci sono i pannoloni, non c’è una bilancia digitale».La denuncia della consigliera Salemi è stata raccolta dal dottor Paolo Biban, Direttore della Pediatria a indirizzo critico: «I reparti di Terapia intensiva neonatale e pediatrica sono al momento attrezzati per assistere i neonati e bambini critici, con l’assistenza di un numero adeguato di medici specialisti e medici in formazione. Il numero di infermieri è proporzionato al numero di pazienti in trattamento, anche se caratteristicamente la natura delle situazioni patologiche in età pediatrica non permette, specie in periodi epidemici, di programmare i ricoveri distribuendo il carico assistenziale in maniera uguale nel corso delle varie stagioni. Di conseguenza occorre affrontare punte di maggior intensità, specie in inverno. Naturalmente anche i medici e gli infermieri sono soggetti alle patologie stagionali, potendo creare a volte situazioni di difficoltà, che vengono peraltro affrontate e gestite grazie a modifiche organizzative in urgenza, con il contributo e la disponibilità esemplari del personale medico e infermieristico». «Per quanto riguarda i neonati trasferiti ad altri centri», prosegue Biban, «si tratta di un fenomeno assai raro, che può essere necessario in situazioni di emergenza. Altra cosa è invece il trasferimento di neonati che hanno superato la fase acuta della loro malattia, come ad esempio alcuni neonati prematuri, e che possono essere trasferiti in altri ospedali più vicini alla loro residenza per la convalescenza liberando così, allo stesso tempo, posti letto di terapia intensiva per neonati e bambini in condizioni molto più gravi». «Non mi risulta», conclude Biban, «che ci siano carenze del tipo fasciatoi o vaschette per fare il bagnetto ai bimbi. Le mamme nutrici al momento possono restare in reparto 24 ore su 24 o in aree adiacenti alla terapia intensiva e semi-intensiva, anche per favorire il ‘bonding’ e l’allattamento al seno. Per quanto riguarda la pediatria esistono degli ulteriori spazi disponibili per altri posti letto che verranno attivati quando saranno occupati tutti i posti letto pediatrici già attivi».«Non risultano infine veritiere le affermazioni che in sala parto non sia disponibile l’acqua, che nel reparto di Terapia intensiva non siano disponibili i sovrascarpe, che in Pediatria manchino fasciatoio, telini per asciugare i bimbi, pannoloni e una bilancia digitale». Infine la Direzione dell’Azienda Ospedaliera ricorda che sono in fase di completamento le procedure del concorso per infermieri (che ha avuto ottomila domande e quattromila partecipanti). Le future assunzioni, dice l’Azienda, permetteranno di rafforzare le strutture aziendali comprese quelle dell’Ospedale della Donna e del Bambino e di valutare eventuali aperture di posti letto aggiuntivi, ovviamente se aumenteranno anche le nascite. Per quanto riguarda la presenza di persone estranee alle esigenze di assistenza come i senzatetto, oltre ad essere presenti Carabinieri e Forze di Polizia e guardia privata (per un costo oltre 800.000 euro all’anno) l’Azienda provvederà anche a esternalizzare servizi aggiuntivi di portierato.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 12

Data: 30/12/2018