Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ANSA

IL GIORNO DEL RICORDO. Concerto al Quirinale in memoria delle vittime.
« Esistonosacche di negazionismo militante »  Secondo il presidente della Repubblica, oggi il vero avversario è l’indifferenza, «più forte e insidioso» Danneggiate due targhe a Marina di Carrara

Le foibe furono una «sciagura nazionale».Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella apre le cerimonie del Giorno del Ricordo, istituito il 10 febbraio in onore delle vittime delle foibe. Lo fa con parole che invitano a coltivare la memoria per contrastare nel presente «piccole sacche di deprecabile negazionismo militante». Nella consapevolezza che, avverte il capo dello Stato, «oggi il vero avversario da battere, più forte e più insidioso, è l’indifferenza che si nutre spesso della mancata conoscenza». Mattarella partecipa al Quirinale a un concerto in memoria delle vittime delle foibe, alla presenza di esponenti delle associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati. Cade in questa domenica di febbraio l’anniversario dell’eccidio delle malghe di Porzus, dove tra il 7 e il 18 febbraio 1945 vennero uccisi 17 partigiani «verdi» della Brigata Osoppo Friuli da parte di un gruppo di partigiani «gappisti» rossi. È una pagina di storia poco conosciuta al di fuori del Friuli Venezia Giulia e che il governatore Massimiliano Fedriga, nel giorno delle celebrazioni a Faedis e Canebola, invita a «far conoscere al Paese e all’Europa per non cadere nel qualunquismo quotidiano». Le foibe, ricorda Mattarella, sono un evento del passato cui «i contemporanei non attribuirono, per superficialità o calcolo, il dovuto rilievo». Quegli episodi tragici «ci insegnano che l’odio, la vendetta, la discriminazione, germinano solo altro odio e violenza». «L’angoscia e le sofferenze» delle vittime «restano un monito perenne contro le ideologie e i regimi totalitari che, in nome della superiorità dello Stato, del partito o di un presunto ideale, opprimono i cittadini, schiacciano le minoranze e negano i diritti fondamentali. E ci rafforzano nei nostri propositi di difendere e rafforzare gli istituti della democrazia e promuovere pace e collaborazione internazionale», con Paesi come Slovenia e Croazia. A testimoniare l’attualità del monito del capo dello Stato giunge da Marina di Carrara la notizia del danneggiamento di due targhe di marmo intitolate alle foibe. L’atto vandalico è stato denunciato dal presidente del Consiglio comunale di Massa, Stefano Benedetti. «Sono stato avvisato del fatto da alcuni amici che stavano recandosi alla vicina chiesa per una messa dedicata agli italiani che hanno subito il genocidio dei partigiani slavi di Tito – spiega Benedetti -. Questo episodio dimostra che esiste ancora odio e rancore contro gli italiani e soprattutto contro le iniziative di ricordo verso una delle giornate più buie della nostra storia». «Questi atti vandalici confermano la necessità di mantenere viva la memoria», dice il ministro Federico D’Incà che rappresenterà oggi il governo alle celebrazioni a Basovizza. «La ricerca storica è l’arma più potente contro ogni strumentalizzazione», concorda dal Pd Luigi Zanda, che plaude a Mattarella. Come fa a più voci il centrodestra che, da Antonio Tajani a Giorgia Meloni, ringrazia il presidente per le frasi sul «negazionismo militante». Maurizio Gasparri denuncia però «tentazioni negazioniste» della Rai e chiama a intervenire la commissione di Vigilanza.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 6

Data: 10/02/2020