IL LIBRO. Il giornalista presenterà il suo ultimo lavoro giovedì alle 18 al teatro Nuovo
In un libro scritto a sei mani, Aldo Cazzullo dialoga con i figli Rossana e Francesco sulle opportunità e i rischi dei nuovi mezzi di comunicazione

«Il telefonino e la rete sono il più grande rincoglionimento dell’umanità», dice Aldo. «Il telefonino e la rete sono parte della nostra vita. E sono il nostro futuro» ribattono Rossana e Francesco. E in questo piccolo scambio di vedute sta tutto il tema originalmente affrontato dal giornalista Aldo Cazzullo, che questa volta scrive un libro a quattro, anzi a sei mani con i suoi figli Rossana e Francesco. Ed ecco Metti via quel cellulare. Un papà. Due figli. Una rivoluzione (Mondadori) che l’autore presenterà a Verona giovedì alle 18 al Teatro Nuovo. Cazzullo si rivolge ai figli e a tutti i ragazzi, invitandoli a non confondere la vita virtuale con quella reale, a non bruciarsi davanti ai videogame, a non andare sempre in giro con le cuffiette, a non rinunciare ai libri, al cinema, ai concerti, al teatro; e soprattutto a salvare i rapporti umani con i parenti e i professori, la gioia della conversazione vera e non attraverso le chat e le faccine. I suoi figli, Francesco e Rossana, rispondono spiegando al padre e a tutti gli adulti il rapporto della loro generazione con il telefonino e la rete: che consente di vivere una vita più ricca, di conoscere persone nuove, di mettere lo studente al centro della scuola, di leggere i classici. Ne nasce un dialogo serrato sui rischi e sulle opportunità del nostro tempo: la cattiveria online, gli youtuber e l’elogio dell’ignoranza, i cyberbulli, gli idoli del web, i padroni delle anime da Facebook ad Amazon, l’educazione sentimentale affidata a YouPorn, la distruzione dei posti di lavoro e della cultura tradizionale, i nuovi politici da Trump a Grillo, sino all’uomo artificiale; ma anche le possibilità dei social, i nonni che imparano a usare le chat per parlare coi nipoti, la rivolta contro le dittature, la nascita di una gioventù globale unita dalla rete. Cazzullo mette in luce prima di tutto il rischio del narcisismo insito nei social, quella necessità di condividere tutto come se nessuno bastasse a se stesso ma solo rispecchiandosi nel grande sguardo collettivo le esperienze personali potessero trovare senso e gratificazione. E mostra qualche rimpianto verso «le cene in famiglia che non sono più cene in famiglia, la vacanze che non sono più vacanze ma una battaglia persa in partenza contro il telefonico e la rete». Che per i figli sono invece «una fantastica ricchezza» perchè «la responsabilità di quel che siamo è vostra, non del telefonico che semmai è il vostro alibi». Così, con l’intelligenza di un’analisi che sta fuori dal bianco o nero, Metti via quel cellulare ci offre più di qualche spunto per le nostre vite.

Alessandra Galetto

Tratto da: arena-cultura - pag.42

Data: 3/10/2017

Note: Alessandra Galetto