Festeggiamo con gioia il compleanno dell’Architetto Libero Cecchini da sempre amico della nostra Associazione Abitare Borgo Trento onlus
Riteniamo un previlegio che abbia presentato il nostro libro “Borgo Trento un quartiere che cambia?” con queste parole

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


La Scuola d’arte l’ha festeggiato per i 98 anni

Cecchini, il decano degli architetti, è a soli due anni dal traguardo del secolo. E pensa al futuro : ogni giorno trascorre almeno quattro ore nel suo studioLibero  Cecchini, con don Romano Fiorini, davanti alla torta per i 98 anni dell’architetto

La chiesetta di San Michele a Gaium, in riva all’Adige?«Unica, un’oasi di bellezza».Il borgo di San Giorgio Ingannapoltron?«Non lo batte nessuno, è un monumento da tenere vivo per non fargli perdere l’anima».Le marogne, i tipici muretti a secco della campagna valpolicellese?«Dentro c’è la vita».

L’architetto Libero Cecchini, 98 anni compiuti il 28 settembre scorso, ha un sorriso gaudioso stampato sulla bocca durante la festa di compleanno organizzata dalla Scuola d’arte Paolo Brenzoni a San Giorgio. La direttrice dell’istituto comunale che l’anno prossimo compie 150 anni, Beatrice Mariotto, ha riunito per pranzo alla trattoria Ca’ de la Pela il sindaco di Sant’Ambrogio Roberto Zorzi e il suo vice Renzo Ambrosi, impresari del marmo e della pietra, architetti e collaboratori storici della Scuola, artisti, docenti e allievi vecchi e nuovi, il già parroco di San Giorgio don Romano Fiorini.«Fu grazie a lui se abbiamo potuto realizzare la laica Via Crucis dei Lapicidi, in paese», commenta Libero Cecchini, ricordando le 16 formelle in pietra incise su supporti a forma di libro aperto. È stata realizzata su suoi disegni dallo scultore Matteo Cavaioni con gli allievi del corso di scultura della Scuola d’arte. È ben inserita nel paesaggio e rimanda alla sua attenzione verso tutela e conservazione. «A un convegno qualcuno mi chiese se l’ho imparata al Politecnico, durante gli studi», racconta. «Ma quale Politecnico? L’ho imparata dalla “contrà” in cui sono nato e cresciuto, da mia madre e mio padre». Attorniato da una quarantina di persone lì solo per lui, Cecchini si gode il menu, gli auguri, le fotografie ricordo scattate a raffica. E anche l’«happy birthday» con la tromba suonato dal compaesano Vittorio «Lolo» Cecchini.Ambrosiano di nascita, decano degli architetti veronesi, premio Città di Verona nel 2012, molto conosciuto in città per i progetti di restauro monumentale e archeologico, a Sant’Ambrogio Cecchini rimane prima di tutto la guida e il mentore della Scuola d’arte di cui fu direttore dal 1950 al 1986 e allievo in anni più recenti. Nel 2015 l’attuale direttrice Mariotto gli consegnò l’attestato conseguito per aver frequentato il triennale corso di pittura. Nello stesso anno gli fece apporre la firma, insieme ad altri artisti e professionisti, sulle «Pietre degli Immortali», due blocchi di marmo Rosso Verona e Bianco di Vinkuran (Istria) davanti a villa Brenzoni Bassani.«Sono stato fortunato, nella vita», afferma Cecchini. «Sono scampato da un incendio, da bambino, poi alla guerra». I ricordi affiorano, numerosi. Ma lui non guarda solo indietro. Anzi. Ogni giorno trascorre almeno quattro ore nel suo studio, a Verona, con il figlio Vittorio e i collaboratori. Sta lavorando sia all’arredo della rotatoria che sorgerà al Passaggio Napoleone sulla Statale del Brennero (cantiere in corso) sia al restauro degli interni della cappella del cimitero di Sant’Ambrogio. «La inaugureremo a breve, durante la festa dei Santi Incoronati», annuncia il sindaco Zorzi. «Sarà un’altra piccola grande opera che porta valore aggiunto al nostro territorio».Da almeno 20 anni, infatti, la Scuola d’arte collabora proficuamente con istituzioni, associazioni, aziende per recuperare, valorizzare e abbellire piazze, strade, borghi, passando dagli arredi delle rotatorie ai murales dell’isola ecologica, dal restauro delle marogne al recupero delle fontane. Con Libero Cecchini in testa, tante volte, a progettare e disegnare. «Libero ci ha preso il cuore», sottolinea Mariotto. L’obiettivo è rendere la Scuola più vicina a cittadini e visitatori. «La Valpolicella sia accogliente, San Giorgio rimanga vivo» conclude Cecchini. «E andate a Gaium…».Camilla Madinelli

Tratto da: L'Arena giornale di Verona

Data: 15/10/2017

Note: Sezione "Provincia"Da pag. 43SANT'AMBROGIO