IL CASO. Continua la mobilitazione. Lunedì vertice a Palazzo Barbieri.

Il comitato chiede al vescovo di revocare la vendita di villa Francescatti. Petizione anche di Area Liberal .Oltre mille firme perché l’ostello della gioventù di villa Francescatti resti dov’è. Il comitato dei residenti di San Giovanni in Valle e il gruppo spontaneo dei cittadini contrari al suo trasferimento ne hanno raccolte più di 650 in meno di un mese, grazie al passaparola. Altre 370 arrivano dalla petizione online «Vescovo Zenti molla l’ostello di Verona», promossa dal movimento Area Liberal dell’ex consigliere comunale Giorgio Pasetto.Continua la mobilitazione dei veronesi. Gli abitanti del quartiere hanno anche sollecitato un incontro con l’amministrazione ed è questione di giorni la convocazione a Palazzo Barbieri, quasi certamente durante la Conferenza dei Capigruppo presieduta da Ciro Maschio. Mentre Area Liberal ha già annunciato per il 7 dicembre alle 11.30 un sit-in di protesta in piazza del Vescovado.Il tempo stringe in vista del 31 dicembre. È in scadenza il comodato d’uso al Centro di cooperazione giovanile internazionale, l’ente che nel 1975 strappò al degrado la dimora cinquecentesca ai piedi del colle San Pietro per farne un luogo di ospitalità per i giovani di tutto il mondo. A partire da gennaio la Curia, che ne è proprietaria, trasformerà l’immobile in un rifugio per senzatetto gestito dalla Caritas e la decisione sta facendo piovere malumori.I promotori della raccolta firme sono convinti «che sia solo una manovra per prendere tempo e poi piazzare sul mercato la villa» e attraverso la petizione chiedono «al vescovo Zenti di revocare la vendita affinché la nostra città non venga privata di una struttura d’accoglienza di così grande valore». Senza contare che in gioco ci sono 22 posti di lavoro e l’incognita è individuare per l’ostello una nuova sede adeguata a garantire gli stipendi a tutti.D’altra parte, ai residenti preoccupano gli scenari futuri. Da sempre villa Francescatti è in parte destinata anche all’accoglienza dei bisognosi, ma «dedicare 250 posti letto a questo scopo potrebbe avere un impatto tragico sulla vita del quartiere in termini di sicurezza e degrado», spiega Andrea Campolongo, presidente del Comitato San Giovanni in Valle. «Peraltro», aggiunge, «con la Diocesi stiamo lavorando all’arricchimento dei percorsi della Verona Minor Hierusalem con alcune delle vie del nostro quartiere. Per cui ci ha stupiti la decisione di voler trasferire i progetti di accoglienza della Caritas in questo contesto fortemente residenziale e turistico», sottolinea, anticipando la pubblicazione di una pagina facebook ad hoc «anche per tenere aggiornati i turisti e gli amici dell’ostello che ci scrivono dall’estero per avere notizie».Quando a settembre il Consiglio comunale aveva votato all’unanimità la mozione di Michele Bertucco per esprimere preoccupazione circa il futuro dell’ostello, anche la Prima circoscrizione era scesa in campo. La consigliera Luisa Sartori si era fatta portavoce del malcontento dei residenti davanti alla commissione Sicurezza del Comune e perplessità erano state sollevate da Franco Dusi. E Cristina Stevanoni auspica «il coinvolgimento dell’assessore al Sociale e senatore Stefano Bertacco. Per la sua doppia veste potrebbe avere ruolo propositivo e attivo». L.PER.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 19

Data: 30/11/2017

Note: L.Per.