Gli alberi di via Fra Giocondo allo Stadio: l'Amt ha confermato che dovranno essere tagliati, ne saranno salvati solo due

IL CASO. Da Amt e Comune la sentenza sul cantiere del capolinea in via Fra Giocondo. «Non c’è alternativa al progetto»
«Ne saranno tagliati 19 su 21, risparmiando i due cedri del Libano». Intanto si firma l’ordinanza che deroga al divieto di rimuovere le piante nel periodo di nidificazione.
«Non ci sono alternative» al cantiere per il filobus in via Fra’ Giocondo, in zona stadio. La “sentenza” è arrivata ieri da Palazzo Barbieri. I lavori, quindi, ripartono secondo il programma stabilito, che prevede anche l’abbattimento di 19 alberi su 21. Si salveranno solo due cedri del Libano ritenuti sani. A tale proposito, in Comune è stata firmata la deroga per l’abbattimento degli alberi, nonostante luglio sia mese di nidificazione. Il provvedimento è motivato dall’urgenza di procedere con il taglio entro il 1° agosto. «I lavori», recita una nota, «non possono subire ulteriori ritardi, visto che entro il 18 agosto, data di inizio del campionato di calcio, la zona dello stadio dovrà essere libera per esigenze di ordine pubblico, come previsto da specifica richiesta della Prefettura». La questione della nidificazione era stata sollevata dalla presidente della Lipu Chiara Tosi, che ha richiamato il divieto di abbattimento degli alberi nel mese di luglio. Da Palazzo Barbieri si assicura che da settembre al posto dei pini marittimi saranno piantanti 15 platani e che successivamente, sempre in autunno, sarà la volta di 15 aceri campestri, tutti «già alti». Tornano quindi all’opera le ruspe. «Varianti alternative», fanno sapere all’Amt, azienda controllata dal Comune responsabile del progetto filobus, «non sono attuabili perché comporterebbero lo slittamento di un anno per un cantiere che dura due anni, oltre all’aumento non quantificabile dei costi».Tale presa di posizione lascerà delusi i residenti che nei giorni scorsi hanno vivacemente protestato contro la «strage» di alberi. Da giorni, sulla recinzione del cantiere, si trovano striscioni di protesta. Con i cittadini si erano schierati i consiglieri comunali Marta Vanzetto (M5S) e Federico Benini (Pd). E i leghisti Roberto Simeoni e Alberto Zelger hanno chiesto una pausa di riflessione. Una richiesta di valutare l’ipotesi di modifica del tratto era partita anche dal Comune. «L’Amt», si legge ora in una nota di Palazzo Barbieri, «ha stilato una relazione tecnica che dimostra come non sia tecnicamente possibile attuare le varianti richieste, che tra l’altro comporterebbero uno spostamento dei lavori al 2020 con un ritardo di un anno su un cantiere della durata complessiva di due anni». La proposta di spostare la corsia di “ritorno” sul lato sottostante la curva Sud del Bentegodi (carreggiata nord di via Frà Giocondo) e il conseguente trasferimento della banchina di fermata viene considerato «del tutto inattuabile». Poiché, è la spiegazione, «il passaggio nella semicarreggiata a nord presenterebbe importanti problemi di sicurezza durante gli eventi sportivi o di altra natura dal momento che, oggi, questa semicarreggiata è utilizzata come filtro tra la zona a sud e l’ingresso allo stadio».Inoltre, si sostiene, «il mezzo filoviario non avrebbe la possibilità di fare l’inversione di marcia, non ci sarebbe la banchina di fermata del capolinea né avrebbe la linea di alimentazione necessaria per la ricarica delle batterie». In merito a una seconda ipotesi alternativa che prevede l’allargamento della banchina centrale verso sud per mantenere gli alberi esistenti, l’Amt rileva che l’allargamento «non può avvenire nella direzione degli edifici (quindi verso sud) in quanto non sarebbero garantite le larghezze minime».A tale riguardo, si sottolinea che «sarebbe necessario un nuovo studio sui raggi di curvatura dei mezzi e sulla linea di trazione elettrica, che porterebbe alla sospensione dei lavori con conseguente slittamento del cantiere all’estate 2020, e un aumento dei costi. Inoltre», si conclude, «verrebbero sacrificati i posti auto presenti».«L’attuale progetto», commenta Francesco Barini, presidente di Amt, «è l’unico che può garantire la soluzione trasportistica migliore, unitamente alle considerazioni ambientali che prevedono l’integrale sostituzione delle alberature». Barini sottolinea che gli 11 pini marittimi «sarebbero stati comunque sostituiti dal Comune perché è ormai dimostrato come tali piante in città presentino numerosi aspetti di pericolosità e dei 10 cedri del Libano presenti, quattro sono malati e devono essere abbattuti a prescindere dalla filovia».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 12

Note: Enrico Santi