Alcuni monopattini parcheggiati sul marciapiede di via Todeschini: non è zona 30

IL CASO. La presidente della seconda circoscrizione mette in guardia i possibili utenti. E poi parla di occasione persa
A disposizione sui marciapiedi di via Todeschini, Borgo Trento. «Ma qui non è zona 30, chi li usa viola l’ordinanza. Peccato però si possano usare solo in centro e nelle ciclabili»
Borgo Trento, per i monopattini nessun via libera: «Non c’è mai stata alcuna autorizzazione». Anche se sono disponibili sui marciapiedi come in questi giorni in via Todeschini. «Chi li usa viola l’ordinanza comunale».Lo precisa la presidente della seconda circoscrizione, Elisa Dalle Pezze (Pd), smorzando gli entusiasmi di quanti vorrebbero vedere per le strade del quartiere sfrecciare il nuovo mezzo elettrico. Altri tirano un sospiro di sollievo perché la rivoluzione dei monopattini stava diventando sempre più un pericolo più che un effettivo vantaggio. Tanto più che i nuovi mezzi sono stati al centro di polemiche per l’abbandono sui marciapiedi, in aree verdi e altri luoghi improbabili. Insomma, non è colpa di nessuno.Semplicemente a vietarlo è l’ordinanza comunale in quanto «nel quartiere non ci sono piste ciclabili e neppure zone a 30 chilometri orari», dice Dalle Pezze. Di fatto, si era venuta a creare una situazione che, il coordinatore della commissione Mobilità Alberto Grigoletti (Lega) ha definito «insostenibile». Il dito è puntato contro il mancato senso civico e non sul progetto, che Grigoletti reputa «ottimo». «Le regole erano da subito chiare», dice. «L’uso del monopattino è destinato solo nelle aree con ridotta mobilità veicolare e, in queste, ci sono le zone a 30 chilometri orari, le piste ciclabili e ciclo-pedonali».Nel quartiere il sentimento più diffuso è di «occasione mancata per dare al borgo una nuova fisionomia». Moda o convenienza che sia, con il monopattino ci si sbriga ed è comodo: permette di giungere un po’ ovunque, sicuramente dove con l’auto è sempre più difficile. Insomma, da giocattolo un po’ di lusso per pochi il monopattino è diventato un mezzo diffuso dalla mobilità agile e flessibile, ecologico e funzionale. «Ritengo possa essere uno dei mezzi alternativi alle auto», riprende Dalle Pezze. «Inoltre, può dare un contributo alla mobilità sostenibile». «Tuttavia la sua introduzione che non può essere limitata al solo centro storico», continua, «avrebbe forse potuto essere preceduta da un lato dalla creazione di piste ciclabili; dall’altro, da uno studio delle strade ad alta percorrenza nei diversi quartieri in modo da destinare le vie minori, quelle inter-quartierali, a zone 30 diffuse ad alta ciclabilità. Riducendo la velocità, l’inquinamento e facilitando la convivenza e il transito di tutti gli utenti della strada: pedoni, ciclisti e automobilisti». «Rivedere in questo modo i quartieri consentirebbe di poter estendere l’uso del monopattino a tutti rioni della città. Diversamente, come per i Mobility Day finisce per beneficiarne solo uno: il centro storico», conclude.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 21

Data: 24/11/2019

Note: M.Cerp.