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LUTTO. Singolare coincidenza: deceduto a poche ore dalla morte del fondatore del S. Raffaele.

L´ingegner Elmar Pfletschinger, fisico nucleare di origini bavaresi, aveva progettato anche l´osservatorio astronomico del Baldo.

Un grande uomo, un fisico nucleare importante, l´ingegnere che ha progettato l´Osservatorio astronomico del Baldo “Angelo Gelodi” a Novezzina e altre opere importanti a livello internazionale e nazionale, tra cui la nota statua sul cupolone del San Raffaele a Milano, se n´è improvvisamente andato.
E´ stato colto da un infarto, venerdì pomeriggio scorso, Elmar Pfletschinger, 74 anni: per una incredibile coincidenza, dopo aver lavorato per don Verzè se n´è andato a poche ore di distanza dal sacerdote fondatore del San Raffaele.
Pfletschinger non aveva mai avuto problemi di salute. Era di origini bavaresi ed era approdato a Verona negli anni Cinquanta, dove conobbe Gabriella Trevisan, che poi sposò, e con la quale da dieci anni abitava in Via Risorgimento 17. Lascia tre figli: Claudia, Stefan e Paul e due nipotini.
Pfletschinger, che amava la nostra città, il lago di Garda e il Monte Baldo, era appa! ssionato di astronomia e faceva parte di Circolo astrofili veronesi (Cav) di Verona, del quale era stato presidente nel 2009 e nel 2010.
Ricorda Flavio Castellani, responsabile tecnico dell´Osservatorio: «Tutta la progettazione della cupola e del tetto scorrevole è stata fatta da lui. Nel periodo in cui fu presidente del Cav si dedicò ad un´ampia opera di divulgazione dell´astronomia. Organizzò varie manifestazioni e serate di cultura e osservazioni astronomiche sia a corte Molon sia sul Baldo. Tenne inoltre varie conferenze all´Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere ed in vari licei della nostra provincia».
Giuseppe Coghi, storico presidente del Cav dal 1998 al 2008, suo amico: «Come libero professionista pose una grande antenna televisiva sul Monte Bianco e fece i calcoli di statica per sistemare l´arcangelo Raffaele sulla cupola dell´Ospedale del San Raffaele a Milano, che fu inaugurata il 14 marzo 2008. Si occupò anc! he di materiali speciali, come le fibre che costituiscono la b! ase per la costruzione dei caccia-mine in dotazione a quasi tutte le marine del mondo. Alla fine degli anni Novanta progettò le cupole di protezione per i cannoni navali Oto Melara».
I familiari ricordano che è anche titolare di numerosi brevetti sui materiali compositi (ad esempio vetroresina o fibre di carbonio), che fu inventore di materiali innovativi, autore di molte pubblicazioni, primo membro onorario in assoluto dell´Assim (Associazione ingegneri dei materiali) e riconosciuto dalla Comunità scientifica dei compositi rinforzati terrestri e navali come uno dei massimi esperti del settore.
Prosegue Coghi: «Era una persona assai preparata sotto il profilo tecnico, culturalmente eclettico, profondo conoscitore della grande musica di cui prediligeva Bach e Chopin».
Ricorda il figlio Paul: «Era stato organista, suonava il pianoforte e stava insegnando violino a mia figlia, la sua nipotina di 6 anni». Coghi annuncia: «Una targa sarà posta in sua me! moria all´Osservatorio astronomico del Baldo per ricordare che è stato proprio lui l´ideatore della cupola, che fu costruita sulla base dei suoi disegni e con un sofisticato meccanismo di apertura».
L´attuale presidente: «Abbiamo appunto pensato di mettere la scritta a suo ricordo per mai dimenticare quanto ha fatto per la struttura e per l´importanza che ha rivestito nella nostri circolo».
I funerali saranno celebrati oggi, 4 gennaio alle 14,15 nella chiesa di San Pietro Apostolo in piazza Vittorio Veneto.COPYRIGHT

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 4/01/2012

Note: CRONACA – Pagina 13