IL PROGETTO. L’ideatore Francesco Chiantera vuole realizzarlo all’interno di Porta Nuova
«L’obiettivo è creare un polo turistico utilizzando la multimedialità»
Creare il terzo polo turistico della città, dedicato alla tecnologia e all’innovazione comunicativa. È l’obiettivo di Mura, acronimo che sta per Museo della Radio, coniato da Francesco Chiantera, proprietario e fondatore del Museo della radio e della comunicazione che aprirà i battenti a Porta Nuova il 25 aprile 2021, «compleanno» di Guglielmo Marconi. «Questo museo sarà il simbolo universale del wireless, inventato da Marconi, e farà di Verona un punto di riferimento per la comunicazione», spiega Chiantera, ricordando che il Museo della Radio possiede l’antenna originale del grande inventore con cui sperimentò le prime comunicazioni senza fili dal panfilo Elettra. Ma le difficoltà non mancano. Per vent’anni il Museo della Radio, nato dalla collezione di pezzi d’epoca di Alberto Chiantera, è stato ospitato nell’aula magna dell’istituto tecnico Ferraris di via del Pontiere, ampliando ogni anno il numero di pezzi in esposizione e richiamando sempre più visitatori, italiani e stranieri, essendo inserito nel circuito della Verona card. Ma proprio questo flusso di persone, ormai migliaia ogni anno, ha creato dei problemi alla scuola che deve garantire adeguati standard di sicurezza ai visitatori come ai suoi alunni. Così si è arrivati all’accordo che la collezione ospitata al Ferraris sarà visitabile solo su prenotazione, a piccoli gruppi.Intanto l’anno scorso si è sperimentata una prima apertura di Porta Nuova che ha ospitato una serie di pezzi della collezione Chiantera ottenendo un buon successo di pubblico. Ora la storica Porta è chiusa per i lavori di restauro esterno che dureranno fino alla fine del 2020, ma la Giunta ha già deliberato che la gestione sarà affidata al Museo della Radio.Francesco Chiantera annuncia di aver già fatto richiesta al Comune di poter effettuare dei lavori di sistemazione interna per allestire il Museo della comunicazione. Nel frattempo restano aperte al pubblico altre due piccole mostre nate da una costola del Museo della Radio, quella all’interno dello Sporting Club di Borgo Venezia, nella villetta che è la fotocopia della casa di Guglielmo Marconi, e l’altra all’Agsm Forum, al palazzetto dello sport, che sta registrando un numero crescente di visitatori. Qui si trovano l’antenna direzionale dalla quale Guglielmo Marconi ha effettuato i primi esperimenti del senza fili, le prime macchine fotografiche e i primi proiettori del Novecento, i primi trasmettitori radiotelegrafici, per arrivare alla più elevata tecnologia della telefonia e degli strumenti digitali dei giorni nostri. «Amo la mia città è vorrei donarle un nuovo polo turistico, dedicato alla tecnica e alla scienza, che oggi manca, partendo dalla rigenerazione urbana di un monumento, Porta Nuova, per anni dimenticato», aggiunge il direttore Chiantera, «e si può fare a costo zero, utilizzando i fondi dell’Art Bonus, i contributi degli sponsor che vorranno creder in questo progetto e le tecnologie sostenibili. Ad esempio vorrei creare un percorso multimediale, all’interno della Porta, che ne racconti la storia, attraverso le immagini in 3D. Grazie alla realtà virtuale, si possono creare narrazioni sulla storia della città e sul suo sviluppo nei secoli. Tutto all’interno di uno dei più importanti monumenti che ci ha lasciato Michele Sanmicheli».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 14

Data: 30/07/2019

Note: Elena Cardinali