Forte Sofia, uno dei baluardi austriaci sopra la città

BENI E PROPRIETÀ. Il Comune è in trattative col Demanio. È attesa nelle prossime settimane l’acquisizione di Forte Sofia
L’assessore Edi Maria Neri: «La convenzione dev’essere in regime di reciprocità e soprattutto di gratuità»
I forti e le cinta murarie di Verona, uno dei tesori che sono valsi alla città scaligera il riconoscimento di patrimonio dell’Unesco. Perché «Verona rappresenta in modo eccezionale il concetto della città fortificata in più tappe caratteristico della storia europea», aveva decretato nel 2000 il World Heritage Committee. Quelle mura, 9,5 chilometri estesi su una superficie di 100 ettari, di proprietà prevalentemente del Demanio, passeranno gradualmente in capo al Comune, come previsto dal Federalismo demaniale. L’accordo tra Demanio e Comune, stipulato nel 2012, per il trasferimento gratuito di mura magistrali e forti, con relativo piano di valorizzazione, è però «subordinato alla regolarizzazione catastale del compendio e ciò sta rallentando l’acquisizione dei beni», come ha sottolineato ieri l’assessore al Patrimonio Edi Maria Neri, davanti alla Terza commissione, presieduta dal consigliere Stefano Bianchini. Cosa fare, dunque, nel frattempo? Nel 2009 era stata stipulata una convenzione per la concessione di tutta la cinta muraria al Comune. «Nel 2015 è scaduta, è stata prorogata per un anno e ora è da qualche mese che stiamo cercando di rinnovarla», ha fatto sapere l’assessore al Patrimonio. «Finora il canone annuo ammontava a 60mila euro, con obbligo di manutenzione degli immobili a carico del Comune. Il nostro obiettivo è ottenere una convenzione in regime di gratuità e reciprocità, anche perché se dovessimo acquisire questi beni, ci ritroveremmo poi con un taglio di contributi di 60mila euro. Interloquire con l’Agenzia del Demanio non è facile, ma le posizioni si stanno pian piano avvicinando e speriamo di arrivare a un accordo entro giugno».A chiedere la convocazione della commissione era stato Michele Bertucco, capogruppo di Verona e Sinistra in comune, che ha chiesto aggiornamenti anche sul passaggio al Comune di alcuni forti, a cominciare da San Procolo, «punto di unione tra il Parco dell’Adige e il Parco delle mura». «San Procolo è un forte che richiederà interventi di manutenzione pesante e finora tutte le procedure per verificare l’interesse di qualche associazione alla gestione di questo sito hanno dato esito negativo, pertanto non abbiamo al momento intenzione di chiederne l’acquisizione», ha spiegato la Neri. «Invece è atteso nelle prossime settimane il passaggio al Comune di Forte Sofia». Si tratta del complesso austriaco che guarda dall’alto Borgo Trento e la Valdonega, e che andrà ad aggiungersi ai complessi austriaci già ottenuti da Palazzo Barbieri: il Santa Caterina di Porto San Pancrazio, il Preara di Montorio, il Lugagnano di San Massimo, la prima Torre Massimiliana sulle Torricelle, il San Mattia, sempre sulle Torricelle, il Gisella di Santa Lucia, e Forte Azzano in Zai.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 12

Data: 3/05/2018

Note: M.Tr