Writers all'opera in stradone Santa Lucia durante il Graffiti Jam che si conclude domani

IL CASO. Non si placano le polemiche per la cancellazione in stradone Santa Lucia del disegno dedicato al contrasto alla violenza sulle donne. Intervengono i writer
I residenti: «Quelle scarpe rosse ormai erano un simbolo per il quartiere». L’artista Cibo: «Era un’opera creata per durare».
Scritte, disegni, e le canoniche tag per mettere la “firma d’autore” sulla propria opera. E pure un murale espressamente dedicato al noto gioco da tavolo Monopoly, che proprio entro questo mese lancerà un’edizione speciale su Verona. È quanto sta comparendo sulla vernice nera che, nei giorni scorsi, ha ricoperto parte dei murales che erano stati impressi più di due anni fa lungo il muro dell’ex scalo ferroviario in stradone Santa Lucia. Tra questi c’erano anche le scarpette rosse simbolo del contrasto alla violenza sulle donne realizzate dall’artista marchigiano Andrea Tarli, nell’ambito della manifestazione Coloriamo Verona 2017, promossa dal Comune.Proprio per questo la seconda Graffiti Jam partita ieri in città a spese e con l’organizzazione dell’associazione Street Scaligera, si è circondata di polemiche.Oltre un’ottantina di writers stanno arrivando da varie parti d’Italia e persino da Germania e Inghilterra per partecipare alla tre giorni che, come l’anno scorso, commemora il writer veronese Nape (Piero Spadarotto) scomparso prematuramente nel settembre nel 2018.Ma a parecchi residenti e politici, in particolare il presidente della quarta circoscrizione, Carlo Badalini, non è andato giù il fatto di dover rinunciare a un’opera ormai simbolica per il quartiere. Badalini ricorda l’obbligo previsto nel regolamento sulla street art di coinvolgere con priorità le circoscrizioni: «Abbiamo messo a disposizione 12 muri, di cui 6 comunali, e mi auguro che la prossima volta, prima di procedere ai graffiti, si condividano con la circoscrizione sia le location che i contenuti».Anche il writer scaligero dal nome d’arte Cibo si esprime con indignazione. «Quanto accaduto rappresenta una leggerezza inaccettabile da parte di chi amministra», dichiara. «Il tema andava tutelato e oltretutto l’opera delle scarpette era stata creata per durare, e proprio per questo realizzata non con la bomboletta ma con colori al quarzo fatti apposta per gli esterni. Ci sono molte aree dismesse a Verona che potrebbero essere valorizzate con la street art ed è un peccato che succedano queste cose».Ora i writers si stanno esprimendo in maniera libera, ispirandosi ai loro stessi bozzetti. «Abbiamo ricoperto 400 metri di muro salvando solo l’opera di Nape, un amico comune», spiega Marco, uno degli organizzatori dell’evento che si concluderà domani. «Queste manifestazioni sono come mostre a cielo aperto ed è naturale che, dopo qualche tempo, le opere mutino. Se avessimo a disposizione più muri potremmo permetterci di lasciarle più a lungo al loro posto».Sulla richiesta di Badalini di ridare forma quanto prima a chiaro un messaggio contro la violenza sulle donne, considerando la giornata ormai alle porte che si celebra il 25 novembre, gli organizzatori rimandano ad altri spazi e momenti.«Tra Santa Lucia e Golosine ci sono parecchi muri liberi e potremmo individuare una piazza o un luogo simbolico», dice ancora Marco. «Ciò che disegniamo porta sempre con se un messaggio sociale e presto saremo anche dentro il carcere di Montorio a realizzare murales insieme ai detenuti».Per ora, al di là delle opere libere, l’unica realizzazione “programmata” è quella dedicata al Monopoly.Conclude Marco: «Volevamo realizzare il disegno sul lungadige Attiraglio, dopo il Pronto Soccorso, ma dal momento che il muro è vincolato abbiamo ripiegato su questa location».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Data: 2/11/2019

Note: C.Bazzanella - foto Marchiori