La manager Francesca Rossi (a sinistra) con l'assessore alla Cultura Francesca Briani

CULTURA. La dirigente Francesca Rossi ha illustrato alla Commissione il suo piano d’azione per i monumenti della città

Tra le priorità, creare un brand e svecchiare la comunicazione «La sfida oggi è tenere collegato il nostro patrimonio ai cittadini»

Uniformare i protocolli. Mettere in rete i musei valorizzando l’identità di ognuno. Creare un brand unico e «svecchiare» la comunicazione anche con le strategie social. E, soprattutto, guardare alle nostre collezioni con occhio trasversale: non più torri d’avorio per gli addetti ai lavori, ma luoghi dove far dialogare linguaggi diversi. Perché «se finora la parte più sviluppata della nostra tradizione museale è stata la ricerca, oggi la sfida è tenere collegato il patrimonio ai cittadini e al pubblico. Affinché dia risposte agli interessi di tutti». Queste le priorità e la «vision» di Francesca Rossi, la super manager che dal 15 gennaio guida il polo museale veronese unificando sotto una sola direzione i musei d’arte e i monumenti della città. Sette in totale: Castelvecchio, l’Archeologico, il Cavalcaselle, il Lapidario Maffeiano, l’Arena, le Arche Scaligere e la Casa di Giulietta, più il Museo di storia naturale e la Galleria d’arte moderna di palazzo Forti, che prima venivano gestiti separatamente. E proprio sugli ultimi due «si concentrerà il grosso del lavoro» spiega. «Il primo va rivitalizzato. Il secondo vive una situazione critica perché è legato a dei rapporti non gestiti unicamente dall’Amministrazione» ma in sinergia con la Fondazione Cariverona e la Fondazione Domus per l’arte moderna e contemporanea, con cui però è scaduta la convenzione. «Comunque faremo dei piani, ho già varie idee» sottolinea. Rossi parte lancia in resta. Forte di un bilancio che, a detta dell’assessore Francesca Briani, è stato un po’ più generoso col comparto della cultura e con l’idea «di attivare la ricerca di contributi diversi». In ballo, per rimpinguare le casse in vista degli investimenti di cui sopra, c’è anche l’idea di ritoccare leggermente il prezzo del biglietto dei musei col numero di visitatori in crescita. Rossi ne ha discusso ieri, al suo esordio a Palazzo Barbieri davanti ai consiglieri della commissione Cultura convocata e presieduta da Daniela Drudi, di Battiti. Insieme a lei anche Briani e il responsabile dell’area Cultura e Turismo del Comune, Gabriele Ren. La sua nomina, lo ricordiamo, era stata firmata dal sindaco Federico Sboarina e ratificata dalla Giunta a metà dicembre, dopo l’esame di una cinquantina di curricula. Per lei è un ritorno a casa. Nata in riva all’Adige 51 anni fa, figlia di quel Giambattista Rossi a cui è intitolato il policlinico di Borgo Roma, dopo una parentesi sportiva come canoista fluviale e mountain biker, si è laureata in Lettere a Padova specializzandosi poi in storia dell’arte alla Cattolica di Milano. I primi passi li ha mossi al Museo di Castelvecchio, dove per 16 anni ha lavorato come conservatrice. Mentre negli ultimi sette è stata al Castello Sforzesco di Milano, responsabile del Civico Gabinetto dei Disegni, una delle collezioni più importanti del Paese (con 28mila disegni che abbracciano un arco temporale di cinque secoli) e dell’Ufficio di coordinamento dei progetti culturali e artistici. «Un’esperienza fortemente dinamica», così l’ha definita, «sebbene io viva il rientro a Verona non come una cesura ma come una linea continua lungo il percorso della mia vita dedicata ai musei».

Tratto da: L'Arena -cultura - pag.15

Data: 31/01/2018

Note: Laura Perina - foto Marchiori