Le rose del Barbiere di Siviglia edizione 2007

IL PROGETTO. Comune e Fondazione Arena insieme per valorizzare Verona come città leader dell’opera internazionale
Le installazioni areniane in Porta Palio, Croce Bianca corso Porta Nuova e in stazione ora diventano social Giochi di luce serali mentre risuonano le grandi arie.
Valorizzare il ruolo di Verona come città leader della cultura operistica a livello internazionale. Si rinnova e si arricchisce per questo il progetto che vede l’installazione delle scenografie areniane nei più importanti luoghi di passaggio della città. Non solo in piazza Bra, destinata a diventare nei prossimi giorni il foyer dell’Arena, ma anche in corso Porta Nuova, davanti a Porta Palio, alla stazione e alla Croce Bianca cittadini e turisti potranno così ammirare nuove installazioni che raccontano le principali opere areniane. E a breve l’arredo urbano sarà anche acustico: in determinate ore alcuni punti della città risuoneranno con le note della lirica. In attesa del progetto annunciato per il 2021, quando le grandi rose realizzate nel 2007 per il Barbiere di Siviglia che abbelliscono corso Porta Nuova spargeranno il loro accattivante profumo, proprio come vere rose. Gli obiettivi dell’iniziativa sono stati illustrati ieri mattina all’ombra del colossale guerriero del Trovatore a Porta Palio dal sindaco Federico Sboarina, insieme all’assessore ai Tributi Francesca Toffali, al direttore generale della Fondazione Arena Gianfranco De Cesaris con il vice direttore artistico Stefano Trespidi (in rappresentanza del sovrintendente Cecilia Gasdia) e Giuditta Vergo di ashtartcreative.com, società che collabora al progetto.«Partita l’anno scorso per una valorizzazione turistica della città, quest’anno l’iniziativa diventa internazionale, con l’hashtag #inarena davanti ad ogni scenografia e il coinvolgimento di cittadini e turisti attraverso il circuito dei social network», ha spiegato il sindaco. «L’obiettivo è che, chiunque si trovi a Verona, senta chiara la vocazione della città alla lirica. Un percorso emozionale che vuole coinvolgere cittadini e spettatori anche fuori dall’anfiteatro». «Verona è la città dell’opera, questo si deve respirare camminando per le nostre strade», ha detto De Cesaris. «Questo progetto ribadisce il legame tra Fondazione Arena, il suo festival e la nostra città. Basti pensare che su 2 milioni di spettatori di opera lirica, il 20 per cento passa da Verona per assistere al nostro festival».«Il progetto è finanziato con l’imposta di soggiorno, secondo un progetto studiato con le categorie economiche. Per quest’anno, la cifra impegnata a bilancio è stata di 300 mila euro», ha aggiunto l’assessore Toffali. Oltre alle giganti rose in corso Porta Nuova, dal Trovatore di Franco Zeffirelli (2001), sono prese le imponenti scenografie posizionate a Porta Palio e sul piazzale XXV Aprile davanti alla stazione. La rotonda alla Croce Bianca ospita invece uno dei carretti in scena nell’opera Cavalleria Rusticana, realizzati nel 2006. A sottolineare la presenza delle imponenti scenografie, quest’anno vi è anche la componente luminosa, con un sistema di illuminazione che, al calar del sole, darà risalto alle opere.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Data: 11/07/2020

Note: Alessandra Galletto - foto