La chiesetta annessa all'ex monastero di Santa Caterina

La caserma Trainotti, l’ex distretto militare, come spiega l’architetto Lino Vittorio Bozzetto, esperto di architettura militare storica, nacque come convento, fondato tra 1493 e 1495 e intitolato a Santa Caterina da Siena, per ospitare delle monache. Nel 1604 venne ultimata la chiesa. Tra 1805 e 1810, per decreto napoleonico, il convento viene soppresso e chiesa e monastero vengono destinati a caserma. Tra 1838 e 1840 è documentata la destinazione del monastero demanializzato a stabilimento della Provianda militare, con forni per il pane. In epoca asburgica lo stabilimento della Provianda di Santa Caterina si articolava in tre parti: la chiesa, il convento annesso con il chiostro, la corte occidentale con il grande silo per il grano. La pianta originaria del monastero è a forma di trapezio con gli edifici che delimitano la corte, con chiostro su tre lati. Le sue campate ad arco sono per lo più murate. Il monastero era unito alla chiesa da un corpo di collegamento rettilineo posto sul corso del fiumicello di Montorio, che scorreva lungo il fianco della chiesa. Nel chiostro erano inseriti cinque forni ad inttermitenza per il pane; gli interni del monastero, trasformati, erano adibiti a magazzini per gli approvvigionamenti militari. Nella seconda corte, annessa a oriente del chiostro, erano disposti gli uffici amministrativi. Sul lato che dà su via Cantarane si eleva l’edificio di maggiore interesse tecnico e storico, il grande silo per il grano, oggi integralmente conservato come struttura muraria come all’interno con le sue 24 celle di lamiera metallica verniciata, come parte dell’impianto di sollevamento meccanico. I magazzini delle granaglie sono stati utilizzati dall’Esercito italiano fino alla prima guerra mondiale. Gli altri locali erano adibiti a magazzino per il vestiario. La successiva destinazione a uffici del distretto militare, ha richiesto interventi di ristrutturazione. La chiesa di Santa Caterina da Siena, annessa all’ex distretto militare, è ormai completamente inutilizzata. Si conserva ancora l’opera interna di adattamento a deposito formata da una ragguardevole struttura di carpenteria lignea elevata su due piani.

Tratto da: L'Arena di Verona

Data: 6/05/2018