Arcover è un’Iniziativa di giovani architetti e ingegneri
Due secoli di foto e cartografie accessibili grazie a una facile navigazione. De Mori (Agile): «Grazie a un bando di Cariverona e al supporto di enti»
 
La storia di Verona esce dai singoli archivi per confluire in un unico, innovativo, portale, facilmente navigabile da ricercatori o semplici cittadini. Due secoli narrati in fotografie e cartografie che, dall’inizio dell’Ottocento alla fine del Novecento, restituiscono una visuale di come il territorio scaligero, di città e provincia, sia mutato nel tempo. Il mega portale, battezzato Arcover, ossia archivi del costruito del territorio veronese in rete, è in fase di realizzazione e verrà presentato dopo l’estate.Giovani architetti e ingegneri, da metà gennaio, si stanno ritrovano nella sede dell’Archivio di Stato, agli ex Magazzini Generali, per raccogliere il materiale, indicizzarlo, catalogarlo e scansionarlo, sviluppando al contempo il sito in cui verrà riversato. Capofila dell’iniziativa è l’associazione Agile, nata per dare luce ai luoghi abbandonati, ma anche per portare avanti un costante confronto culturale e professionale sul tema del territorio.
«Abbiamo partecipato a un bando della Fondazione Cariverona per la messa in rete degli archivi e siamo riusciti a ottenere un contributo di 70 mila euro da aggiungere a quelli messi sul piatto dai vari enti che ci supportano», evidenzia Michele De Mori, presidente di Agile. «Lo sforzo più impegnativo è riuscire a fare dialogare l’antico linguaggio degli archivi con i tempi moderni, perché il patrimonio visivo non resti di nicchia, ma sia accessibile anche a chi, per mera passione, sia interessato a confrontare la Verona di oggi con quella di ieri». La ricerca sul sito avverrà per tag ma anche per tematiche o zone geografiche. Si potrà quindi avere uno scorcio su mappe e foto dei porti del Garda dall’Ottocento a oggi, o dei lavori realizzati lungo l’Adige o di una zona o quartiere della città.Il progetto è nato in simbiosi con Roberto Mazzei, direttore dell’Archivio di Stato, che è partner principale, ma i materiali messi a disposizione arrivano anche da Genio Civile, Comune di Verona e Soprintendenza, con la collaborazione del Politecnico di Milano.«Abbiamo già scansionato 5 mila immagini del fondo fotografico del Genio Civile che raccontano le grandi trasformazioni di opere pubbliche dagli anni ’20 agli anni ’50, compresa la ristrutturazione post bellica e il muraglione alla sinistra dell’Adige», evidenzia De Mori. «Un secondo fondo è la cartografia storica conservata sia in Comune che nell’Archivio di Stato, in particolare quella catastale molto dettagliata, poi ci sono i fondi di disegni tecnici ed edifici della Soprintendenza, che coprono l’arco delle due guerre dagli anni ’20 ai ’60. Di solito ogni ente ha il proprio materiale su un sito di riferimento. Arcover garantirà invece praticità immediata nel trovare immagini da più fonti». Il contenitore è pronto ad allargarsi. Biblioteca Civica, Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere e Associazione Archivio Piero Gazzola sono infatti già interessati a mettere a disposizione il proprio materiale. Il progetto sta inoltre coinvolgendo le varie realtà del territorio che trattano del costruito, dagli ordini professionali alle associazioni di categoria.

Tratto da: l'Arena - Pag. 17

Data: 16/04/2018

Note: Chiara Bazzanella