Centinaia le persone giunte da tutta Italia per il congresso

FUORI DALLA GRAN GUARDIA. Molte le troupe televisive accampate in piazza a caccia di notizie
In centro camionette della polizia, decine di attivisti giunti da tutta Italia per gli eventi in programma e il passeggio di turisti incuriositi.
Gabriella stringe al petto la Regina dell’Amore, una scultura di legno alta una quarantina di centimetri che raffigura la Madonna con una corona del rosario fra le mani. «Un tempo era di colore chiaro», spiega riferendosi alla statua. «Ora è un po’ più scura, perché la porto sempre con me». Arriva da Treviso con tre colleghe del movimento mariano prolife «Con Cristo per la vita», tutte signore di mezza età che sopra i vestiti indossano t-shirt con gli slogan «Sì alla vita» e «No all’eutanasia» e si trascinano dietro i trolley, segno che rimarranno in città almeno per qualche giorno. Nella Marca l’associazione di cui fanno parte è piuttosto nota per gli incontri di preghiera antiabortista . Per il World Congress of Families, la delegazione ha trasferito il presidio davanti alla Gran Guardia. «Non abbiamo fatto in tempo a comprare i biglietti, erano già tutti esauriti», commenta Gabriella. Poi giù a sgranare il rosario con le amiche, in coro, sedute su una panchina di fronte alla Gran Guardia, fra le camionette della Polizia.Poco prima, forze dell’ordine in borghese avevano allontanato dalla scalinata un gruppetto di attiviste di «Non una di meno» che rilasciava un’intervista alla troupe della trasmissione di Rai 3 Agorà. «L’hanno fatto per tutelare noi. I più pericolosi sono quelli dentro l’auditorium», sorride la milanese Silvia Caravelli, portavoce del movimento nazionale. Sotto l’ala dell’Arena, dove hanno registrato il servizio tv, ci sono donne e ragazze arrivate da Torino, Roma, Milano «per supportare le compagne veronesi» che hanno organizzato l’enorme contromanifestazione di oggi pomeriggio e altri eventi diffusi in città. Fra loro e i congressisti riuniti alla Gran Guardia c’è una piazza Bra blindata in cui passeggiano turisti e veronesi che del Congresso si curano poco, per nulla. «So tutto di questo evento», spiega Daniel Blasi, quarantenne di Roma che ha scelto la città scaligera per un weekend fuori porta con la moglie e il figlioletto di cinque anni anni. «Che ne penso? Non me ne importa niente. Questi sono lontani anni luce dai veri problemi delle famiglie italiane di oggi. Non l’utero in affitto, ma arrivare a fine mese con mille euro a testa, se va bene, dovendo pagare il nido o la scuola materna privati perché le strutture pubbliche sono inesistenti».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 14

Data: 30/03/2019

Note: Laura Perina