Il grande olmo vicino all'ex distributore di benzina a Porta Trento

AMBIENTE E CITTÀ. Intervento di potatura sull’antica pianta a Porta Trento. Scatta l’allarme da parte di molti cittadini
Dalle Pezze: «Informare sugli interventi per il verde» E resta insoluto il nodo dell’ex stazione di servizio

Porta Trento, rientrano i timori per il vecchio olmo: «Una normale potatura». Ma, non pochi si sono preoccupati per quei tagli inaspettati ed anche la seconda circoscrizione è stata colta un po’ di sorpresa perché, come riferisce la presidente Elisa Dalle Pezze (Pd), «la comunicazione giunta negli uffici non riporta la potatura della pianta». Così, alla vista degli operatori alcuni residenti si sono preoccupati e hanno chiesto a Palazzo Righetti, sede della circoscrizione, cosa stesse accadendo. A recarsi sul posto è stato il coordinatore della commissione Ambiente, Silvano Pighi (Pd): «Si è trattato di una potatura ma su una pianta che non è certo in piena salute. Osservando con attenzione si notano alcune cime disseccate e più in basso si vede chiaramente che le radici sono state tagliate per far posto alla stazione di servizio». Una situazione nota in sede circoscrizionale e più volte è stato chiesto di intervenire con una riqualificazione dell’intera area: palazzina dell’ex distributore di benzina e giardini. «I progetti sul tavolo del Comune ci sono e si auspica possano essere avviati come chiesto dal Consiglio nella seduta dello scorso 15 ottobre. Con la riqualificazione dell’area si intende anche la conservazione dell’olmo secolare». Una pianta che ha visto molte pagine di storia: dalla piccola stazione ferroviaria «Verona-Carpino», ora scomparsa, al vicino ponte «dei stràchi», il nome dato un tempo dai veronesi a ponte Garibaldi per la presenza di quattro statue sdraiate e andate perdute. L’olmo è lì da 200 anni e, con molta probabilità, è tra i più vecchi alberi in città. La pianta è censita nel libro di Luciano Corso e Giuliano Lazzarin: «I grandi alberi del veronese», edito dalla Regione Veneto nel 1987 e voluto dalla commissione per il territorio con il patrocinio del Wwf. Nello specifico è un «Ulmus minor Miller» e la sua protezione nel febbraio 2018 era stata proposta ed accolta all’unanimità dal Consiglio della seconda circoscrizione. «Amia con una comunicazione giunta agli Uffici della circoscrizione genericamente informava dei lavori previsti ai giardini Lombroso», riprende Dalle Pezze. «Ricordo che con una mozione presentata dal consigliere Mauro D’Isola (M5S) è stato chiesto qualche mese fa di essere preventivamente informati degli interventi sul territorio per poterne dare comunicazione alla cittadinanza». A rafforzare l’interesse per l’area dell’ex distributore di via Mameli è anche il coordinatore della commissione Giardini, Massimiliano Barbagallo (Lista Tosi). «La commissione ha spinto sulla progettualità di quest’area che non prevede, di certo, l’abbattimento di alberi», dice. «Una direzione appoggiata all’unanimità dal Consiglio». Dalle Pezze, Pighi e Barbagallo ricordano che i «cittadini chiedono di accogliere le loro segnalazioni che non prevedono azioni di rimozione del verde esistente, comprese le ipotesi di piante malate, ma anzi vanno nel senso opposto: infatti, chiedono una maggiore cura del verde, la sua regolamentazione e un aumento delle aree a parco pubblico».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 19

Data: 3/11/2019

Note: Marco Cerpelloni