Il celebre tenore veronese Nino Martini e le sue memorabili gesta sono stati ricordati dal giornalista radiotelevisivo svizzero Giuliano Fournier sul programma (on line) Gmmy Radio Costa Mesa di Lugano.

Dal cognome di Martini prese lo spunto anche il celebre cantante e attore cinematografico Dino Crocetti per diventare poi il mitico Dean Martin, nato da genitori abruzzesi, emigrati negli Stati Uniti. Fin dal suo primo spettacolo come cantante, Crocetti volle adottare il nome di Dino Martini, che fu successivamente trasformato dal direttore d’orchestra Sammy Watkins nella sua presentazione al pubblico.

Nino Martini era allora già lanciatissimo in una brillante carriera di cantante e di attore cinematografico, alle prese con i primi film sonori. Di lui Dean Martin vide probabilmente «Paramount on Parade», «Saluti da Hollywood», «Moonlight and Romance», «Claire de lune», «Cancion del fado».

Il tenore veronese, nato nel 1902 nel rione dei Cappuccini, era già stato un pupillo di Giovanni Zenatello che lo allevò alla sua scuola e lo scritturò per una serie di concerti in Francia, in Belgio, a Londra. La sera del 13 maggio 1929, ad uno di questi concerti parigini, assistette anche Jesse Lasky, magnate della cinematografia americana che non ci pensò su due volte. Fece firmare subito a Martini un contratto per la Paramount Lasky Corporatuion e lo portò con sé negli Stati Uniti, convinto di avere scoperto un nuovo talento. Nessuno fu profeta più di lui perché Nino Martini si rivelò subito per quello che aveva sperato il suo scopritore.

Nel 1930 il tenore veronese ritornò brevemente in Italia per cantare «Rigoletto» a Milano e Roma. Ma al suo rientro a New York iniziò a cantare per la radio, debuttando poi nella stessa opera con la Phliladelphia La Scala Opera a fianco di Josphine Lucchese e John Charles Thomas. Quel «Rigoletto» gli portò bene perché gli valse poi la scrittura della Columbia Broadcasting System, la più grande organizzazione radio americana, per due concerti la settimana.

Gli bastarono però solo sei mesi per attirare su di sé l’attenzione di tutti i critici e del pubblico statunitense, diventando uno degli idoli più acclamati dalle folle di allora. E per debuttare, il 28 dicembre 1933, al Metropolitan di New York, il più grande teatro americano che gli spalancò le porte fino alla stagione 1945-46. G.V.

gently

Membro della redazione

Ultimi articoli di gently (Leggi tutti)