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LA FESTA ALL’ARSENALE. La Giornata internazionale dedicata a loro è stata celebrata con spettacoli, giochi, mercatini e iniziative dei Centri anziani dei quartieri.

Dinamici, tecnologici e culturalmente attivi: il loro ruolo è sempre più prezioso in tempo di crisi per sostenere i bilanci familiari. «Meglio giocare con i nipoti che andare al bar».

 

Nonni a tempo pieno. Giornate intense e agendine fitte di impegni, registrati rigorosamente sotto la voce "bambini": gli anziani di oggi sono una risorsa sempre più preziosa per le giovani coppie, che spesso hanno difficoltà a conciliare il lavoro e la casa, a sostenere tutte le spese domestiche, a crescere i figli.Ecco, dunque, i nonni scendere in campo: baby sitter affettuosi, sempre disponibili ed economici, ma soprattutto insostituibili compagni di giochi per i nipotini. Ieri il Comune ha organizzato per loro la decima Festa dei nonni in Arsenale, in occasione dell’omonima giornata internazionale: un momento di svago e riflessione sui rapporti intergenerazionali, che ha visto in prima fila i Centri anziani – protagonisti dei quartieri, presenti in tutte le circoscrizioni di Verona.I nonni hanno un ruolo sempre più centrale: le famiglie stanno vivendo un momento economico particolare e il sostegno dei nonni, che consentono per esempio di r! isparmiare su baby sitter e asilo nido, è prezioso. «Le giovani coppie hanno un’assoluta necessità di sapere i propri figli al sicuro: e chi più dei nonni può farlo?», dice la Leso. Anziani che non sono più quelli di una volta: «Oggi i nonni sono più attivi, efficienti e al passo con i tempi: utilizzano i tablet, curano il corpo, andando in palestra, e la mente, frequentando l’università della terza età».Nonni o super nonni, come Giorgio Zanoni, dipendente delle Poste in pensione, che ieri passeggiava in Arsenale, tenendo il nipotino per mano. «Mi viene da sorridere quando parlano di calo demografico: i miei tre figli hanno nove bambini», racconta Zanoni, scherzando. «Non vado mai al bar, non frequento i "vecchi", preferisco stare con i giovani: per fortuna i miei figli lavorano tutti e quindi spetta a me e a mia moglie andare a prendere i bimbi e accudirli in loro assenza. La mia agenda è piena di impegni».Luisa Raschellà, nonna del piccolo Giacomo, racco! nta com’è cambiato il rapporto con la figlia. «Da quando è ! diventata mamma, spesso mi chiama per chiedere consigli: le donne in genere si appoggiano molto alla figura materna e ciò mi fa molto piacere», racconta la Raschellà.Nonni a tempo pieno anche Rino Carbone e la moglie Arcangela, entrambi insegnanti in pensione. «I nostri figli lavorano tanto e noi teniamo i tre nipoti: quando escono da scuola, li portiamo in piscina e a calcio», raccontano. «Ci lega a loro un affetto molto forte, forse più che per i nostri stessi figli».Famiglia numerosa anche per Giorgio Montresor, che di nipotini ne ha quattro. «Durante la settimana è mia moglie che si occupa dei bambini, perché io lavoro», racconta. «Ogni tanto li teniamo anche nel weekend ed è bellissimo. Io ho sempre giocato anche con i miei figli, ma con i nipoti è diversi: i genitori puniscono, o dovrebbero punire, i nonni viziano».oM. Tr.

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 12/10/2015

Note: CRONACA – Pagina 8