«All’interno, tra doppi vetri e stanze varie ci si salva. Ma all’esterno non si può più stare: difficile dialogare, telefonare, leggere o, come nel mio caso, lavorare», spiega il fotografo Pino Dal Gal il cui balcone è a pochissima distanza dal passaggio della cabina.

Dal Gal è tra i residenti della zona nelle vicinanze della funicolare di Castel San Pietro firmatari della lettera di protesta inviata a diversi enti pochi giorni fa. «Purtroppo, si tratta di un problema di difficile risoluzione. Era necessario prevedere tutto ciò in fase di progettazione e agire diversamente. Molti ora sono preoccupati anche del valore dei propri immobili, che potrebbe venire intaccato da questo disagio», aggiunge.

Oltre che dalle famiglie firmatarie, la questione comunque è sentita anche da altre persone che vivono o lavorano nei dintorni dell’ascensore per le Torricelle. Tra queste, Barbara Bortolotti titolare del relais de charme L’Altana di Verona, nuova e lussuosa struttura ricettiva di vicolo cieco Zini affacciata proprio sul corridoio della funicolare.

«Le nostre camere sono tutte insonorizzate e dunque all’interno il problema non si pone. Ma abbiamo dei graziosi terrazzini dove allestiamo le colazioni, anche nelle singole stanze, e all’esterno effettivamente il disagio c’è. E si sente», spiega Bortolotti. Attualmente, la funicolare al mattino inizia i suoi numerosi viaggi su e giù da Castel San Pietro alle 11. Ma l’orario è proprio uno degli elementi sperimentali di gestione che, nelle prossime stagioni, potrebbe subire variazioni. E venire anticipato.«Se dovesse funzionare prima, sarebbe un fastidio per l’attività», commenta Bortolotti aggiungendo che «l’idea di questa nuova funicolare è più che buona: vincente per la città e il turismo. Ma nella sua realizzazione non si è tenuto conto del luogo in cui è inserita, dei residenti e delle strutture confinanti». I.N.

Tratto da: arena-cronaca - pag.14

Data: 22/08/2017

Note: Ilaria Noro