Un'anziana al telefono: anche il Covid 19 diventa pretesto per truffe

SOS SICUREZZA. La signora ha creduto di riconoscere la voce della giovane e non ha esitato a fare ciò che le chiedeva
Donna anziana raggirata al telefono da ragazza: «Raccogli tutti i gioielli e consegnali alla mia amica sulla porta. Ho bisogno di soldi per le cure costose»
L’ennesima truffa architettata da miserevoli delinquenti che speculano sui sentimenti – e sulla solitudine – di anziani disposti a tutto pur di «salvare» il familiare nei guai.È successo di nuovo, dopo altri episodi accaduti durante l’estate – che è il periodo migliore per questo tipo di raggiri (ferie dei parenti e città generalmente più deserta) – ad una signora derubata in men che non si dica di tutti i gioielli custoditi in casa. Stavolta il tranello è stato costruito su misura dei tempi, sfruttando le fragilità che il Coronavirus ha indotto nei più deboli, facendo enormi danni a livello psicologico durante e dopo il lockdown. Quale migliore canale del Covid che ha ridotto in fin di vita una persona cara? Ecco servita su un piatto d’argento la truffa meglio messa in scena negli ultimi tempi in città: dopo i finti tecnici della luce o del gas, dopo i finti avvocati mandati a raccogliere assegni per tirar fuori dalla caserma il parente denunciato, dopo i dipendenti del Comune o il lontano cugino arrivato dall’America, stavolta il ricatto è stato quello della malattia. La solitudine non fa sconti, soprattutto agli anziani. Il triste, quanto grave, episodio è stato denunciato alle forze dell’ordine trovando la forza di superare il senso di vergogna e di riservatezza che spinge invece tante vittime al silenzio. È accaduto tutto lunedì pomeriggio. Una anziana ha ricevuto una telefonata da parte di una ragazza che diceva di essere la nipote spiegando di trovarsi in ospedale perché aveva contratto il Coronavirus. «Sto male, nonna, aiutami…». Per poter far fronte a tutte le costose cure salvavita, la ragazza le ha chiesto di raccogliere tutti i monili d’oro e di consegnarli a una donna che era già giù ad aspettare, sul portone del condominio. Per rendere ancora più credibile la cosa, la giovane al telefono ha invitato l’anziana a fare in fretta assicurandole che avrebbe aspettato in linea che tutto si svolgesse come da indicazioni. La vittima, credendo di aver riconosciuto davvero la voce della nipote, spaventata e in uno stato di grande agitazione, è corsa a raccogliere tutti i gioielli, li ha messi in un sacchetto e li ha portati alla complice che attendeva all’ingresso. Nel momento dello scambio, la truffatrice le ha confermato che avrebbe subito portato tutto alla nipote ricoverata in ospedale.Rientrata nell’appartamento, la signora ha ripreso la conversazione telefonica durante la quale la «finta nipote» le ha consigliato di non dire niente a nessuno, proprio per evitare che altri della famiglia si preoccupassero. Dopo qualche ora, però, l’anziana in ansia per la ragazza, ha telefonato alla figlia che ha subito capito che la madre era stata truffata. Ed è subito scattata la denuncia al 113.Un altro episodio in Borgo Trento, che poteva concludersi allo stesso modo, non è andato a segno perchè l’ottantenne protagonista, compreso dalla telefonata che poteva trattarsi di un malintenzionato, gli ha subito risposto di non tenere in casa denaro contante. La sua prontezza ha fatto desistere il truffatore che ha riattaccato la cornetta senza portare a termine il piano.La Polizia, che ha avviato le indagini per identificare i malfattori responsabili di entrambi gli episodi, invita a diffidare di falsi tecnici o dipendenti dell’Inps, finti poliziotti, avvocati o sedicenti medici, finti parenti. I consigli rimangono sempre gli stessi: non aprire la porta di casa a sconosciuti, anche se vestono un’uniforme o assumono l’aspetto di distinti professionisti; verificare sempre con una telefonata da quale servizio sono stati inviati gli sconosciuti che bussano alla porta e per quali motivi: se non si ricevono rassicurazioni, non aprire per nessun motivo. Non credere alle telefonate di parenti che chiedono denaro o altri beni. Per qualsiasi problema o per chiarire anche il minimo dubbio, chiamare il 113 e chiedere l’intervento di una pattuglia.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 11

Data: 16/09/2020

Note: Camilla Ferro