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SOCIETÀ. Parte una campagna che punta a tutelare le persone contro tutte le disuguaglianze.

Nove associazioni lanciano una nuova cultura dei diritti.

Conferenze ed eventi in programma già nei primi mesi del 2015
Nove realtà associative veronesi unite per lanciare la campagna di comunicazione «Diritti per le nostre strade». Il progetto è stato presentato ieri, in occasione della Giornata internazionale dei Diritti umani, e prevede una serie di attività di sensibilizzazione, informazione e formazione rivolte a tutti: a chi lavora nel sociale, ma anche e soprattutto alle persone a cui sono dedicati i servizi delle nove realtà che fanno parte del cartello. Tra queste sono presenti come associazioni di volontariato Spazio solidale (capofila del progetto), Associazione per la pace tra i popoli, Aquiloni onlus, Ripresa responsabile, Self Help – San Giacomo, e come partner del progetto Arci, Energie sociali, Self Help e Corte dei miracoli.
A spiegare il significato del progetto è Maria Rita Serantoni, responsabile di Spazio solidale. «Il nostro intento è partire dalle persone per raggiungere i diritti», sostiene la Serantoni. «Questa rete vuole diventare strumento di tutela dei diritti e di lotta contro le ingiustizie e le sempre più allarmanti disuguaglianze sociali, in particolare sui temi di mafia, carcere, povertà, precarietà, scuola e finanza». Un obiettivo da raggiungere superando l’ottica della beneficienza e del buonismo caritatevole, e cercando di incidere invece sulla cultura della società.
Ma cosa prevede l’iniziativa? «Diritti per le nostre strade si svilupperà con una campagna di comunicazione, l’attivazione di un sito internet e l’organizzazione di una serie di eventi pubblici», fa sapere Giovanni Ceriani, portavoce del progetto. «Già nei primi mesi del 2015 sono previsti un ciclo di conferenze di approfondimento sullo stato dei diritti in vari ambiti sociali, alcuni laboratori di cittadinanza attiva realizzati con volontari, educatori, insegnanti, studenti e bambini con l’obiettivo di radicare questa nuova cultura nei comportamenti delle persone».
Per l’avvio della campagna, in particolare, sono stati creati i calendari 2015 con le immagini prodotte da persone in esecuzione penale esterna, che stanno scontando cioé la pena non in carcere, e che hanno partecipato negli anni al progetto «Immaginari», un percorso di formazione per il recupero del detenuto come individuo. Un obiettivo, quest’ultimo, sempre più difficile da raggiungere perché, come spiega il garante dei diritti dei detenuti Margherita Forestan, «con i continui tagli alla Giustizia diventa ogni giorno più complesso tutelare i diritti anche più basilari». All’incontro ha partecipato anche Francesca Paola Lucrezi, dirigente dell’Ufficio esecuzione penale esterna (Uepe) di Verona e Vicenza, che ha illustrato le novità della recente legge sulla «messa alla prova».
L’iniziativa «Diritti per le nostre strade» è stata finanziata dal Centro Servizio per il Volontariato (Csv) nell’ambito del bando Reti per la sussidiarietà. «Il progetto, valutato e ritenuto meritevole di sostegno, coinvolge ben cinque organizzazioni e altre realtà del sociale», spiega Chiara Tommasini, presidente del Csv. «Anche il nostro centro da anni dà attenzione ai temi legati alle legalità e alla pena, in particolare alla giustizia riparativa. È costante la collaborazione con il Tribunale per i lavori di pubblica utilità, mentre sono recenti i protocolli con l’Uepe, la Camera penale e il carcere di Montorio».M.TR.

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA -cronaca pag.21

Data: 11/12/2014

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