GRANDI OPERE. Mentre il ministero di Toninelli frena e annuncia il calcolo delle penali, è forte la richiesta di andare avanti
Bauli: «L’alta velocità Brescia-Verona non è un’opzione e non si discute. Ci aspettiamo anzi che il governo acceleri». Zaia: «Una rivoluzione, ora i lavori non subiscano intralci».

Le categorie economiche reagiscono di fronte alla nuova frenata sulla costruzione della Tav Brescia-Verona – ma anche sul progetto della Verona-Vicenza – paventata dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli (M5S) che ha anche ipotizzato un calcolo di penali in caso di rescissione di contratti.«Che Paese vogliamo essere lo abbiamo già scelto diventando la seconda economia manifatturiera d’Europa. Nessuno può opporsi a questa evidenza e sottrarsi alla responsabilità di spingere sullo sviluppo che passa anche dalla migliore e più efficiente mobilità. La costruzione della Tav tra Brescia e Verona non è un’opzione e non si discute». È la netta posizione di Michele Bauli, presidente di Confindustria Verona.«ACCELERARE». Secondo Bauli l’infrastruttura dei treni ad alta velocità-alta capacità «va realizzata in tempi rapidi per mantenere il Paese e Verona nel cuore del continente»: «Non c’è nulla da capire né da verificare. C’è solo da fare con senso vero di responsabilità. Anzi», prosegue, «ci aspettiamo che il governo metta in campo tutta la determinazione dei primi 100 giorni per accelerare sul fronte delle infrastrutture che sono un efficace volano per la crescita. Ancora troppe sono progetti in attesa del via».I DATI. Dopo quanto riemerso si dice «preoccupatissimo» Franco Miller, imprenditore veronese, presidente di Transpadana, il Comitato promotore dell’alta velocità e delegato di Confindustria Veneto alle infrastrutture. Un mese fa, alle prime avvisaglie sul fatto che il ministro pentastellato Toninelli avrebbe passato al setaccio il progetto Tav, Miller ricordò a L’Arena che la Tav Brescia-Verona costa 3,2 miliardi, di cui 2,3 già finanziati. E il 7 giugno scorso Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo Fs Italiane) e il Consorzio Cepav 2 di cui Saipem detiene attualmente una partecipazione pari al 59 per cento, firmarono il contratto per costruire il primo lotto, di 48 chilometri compresi i 2,2 dell’interconnessione Verona-Merci, per il valore di 1,6 miliardi, di collegamento con l’asse Verona-Brennero. Interessa Lombardia e Veneto e in particolare le province di Brescia, Mantova e Verona. A Verona così ci sarà l’incrocio fra i Corridoi Lisbona-Kiev e del Brennero.STRATEGICA. «Come è stato bene illustrato nel convegno di dieci giorni fa sull’Asse del Brennero, al Quadrante Europa, promosso dal Consorzio Zai», spiega Miller, «ormai le autostrade sono sature. Ecco perché le linea ferroviaria Tav, oltre che per il trasporto passeggeri, è fondamentale per le merci, soprattutto in un territorio come quello di Verona in cui si incrociano le due direttrici e in cui c’è il grande interporto logistico Quadrante Europa». Quindi, sottolinea, «è fondamentale procedere con i lavori. Tra l’altro, considerando lo stato avanzato tra Brescia e Verona, più si va avanti e più, in caso di rescissione del contratto, si dovranno pagare penali rilevanti. Ci auguriamo», conclude Miller sulla “frenata” di Toninelli, «che il ministero non proceda su questa posizione antistorica, contraria allo sviluppo del nostro territorio, anche se sarà un’infrastruttura nazionale che consentirà collegamenti rapidi anche con i porti».LA REGIONE. Interpellato, il presidente della Regione Luca Zaia – della Lega, nel Governo Conte con il 5 Stelle – rimanda a quanto dichiarato il 7 giugno alla firma del contratto per il primo lotto. «Comincia il futuro», aveva detto. «Cambia radicalmente il concetto di spostamento di merci e persone sull’asse economico più importante del Paese. Una decisione che il Veneto attendeva da tanto, troppo tempo. Da nord ovest e nord assisteremo a una vera e propria rivoluzione trasportistica, perché la specializzazione delle linee porterà alla separazione del traffico a lunga percorrenza da quello regionale e metropolitano. Non resta che augurarsi», concludeva il presidente Zaia, «che i lavori comincino davvero quanto prima e che non subiscano intralci».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 10

Data: 14/07/2018

Note: Enrico Giardini