Il presidente di Agec Niccolai e il direttore Governo al campo di dispersione delle ceneri

CAMBIAMENTI. Come nella «città dei vivi» anche il Monumentale si è adeguato alle mutate esigenze sociali accogliendo con rispetto i defunti di confessioni diverse
L’ultima innovazione è l’area per la dispersione delle ceneri, realizzata in una porzione del Cimitero del Novecento

Il presidente di Agec Niccolai e il direttore Governo al campo di dispersione delle ceneri FOTO MARCHIORI
Specchio della «città dei vivi», il Cimitero Monumentale, è diventato progressivamente «multiculturale», accogliendo le sepolture di defunti di altri culti religiosi, completando l’opera con la recente istituzione di un campo destinato alla dispersione delle ceneri.UN PROCESSO iniziato già nel XIX secolo, all’epoca della progettazione del Cimitero. L’architetto Giuseppe Barbieri dispose già nella prima metà dell’800 di destinare un’area per i cosiddetti «acattolici» che fosse però posta «fuor di sagrato», a destra della chiesa, «ma da essa lontana», ovviamente per demarcare la differenza tra i due «popoli». Secondo l’antico regolamento del camposanto, agli acattolici era permesso realizzare sarcofagi e lapidi, alla stregua di quanto veniva consentito a tutti gli altri cittadini.L’INAUGURAZIONE del «riparto» avvenne nel 1872: il primo seppellimento fu quello di un protestante, un giovane fornaio trentenne, deceduto nel novembre del 1872. Da questa data fino al 2004 i pastori valdesi nella città scaligera officiarono complessivamente 248 riti funebri, dei quali solo 181 si conclusero con il seppellimento della salma nel cimitero cittadino, mentre gli altri 67 trovarono sepoltura nei cimiteri di paesi limitrofi, o in altre provincie italiane e all’estero. Quello che Barbieri definì «riparto per gli acattolici» era in realtà un piccolissimo cimitero posto a ridosso del Monumentale, a destra della chiesa, interamente recintato ma separato dal camposanto principale. Nel 2005 fu conferito un nuovo assetto all’area cimiteriale e il Comune con Agec, in accordo con la comunità Valdese, dispose di trasferire il Cimitero Evangelico all’interno della cinta muraria del Cimitero Nuovo.ALTRI CULTI. Oggi i campi acattolici sono situati a destra del tempio ossario. Il Cimitero Cristiano Evangelico comprende in tutto 93 sepolture (28 inumati più 65 in ossario); i Mormoni sono in tutto sette mentre il campo Baha’i conta in tutto 20 sepolture. All’interno del Monumentale è stata adibita un’area per inumazioni dedicata alle sepolture dei defunti di religione islamica. L’area è destinata all’inumazione di adulti e bambini che al momento del decesso risultano residenti nel Comune di Verona, oppure ex residenti nel Comune di Verona che si siano trasferiti in strutture sanitarie fuori comune esclusivamente per motivi di cura, oppure ancora deceduti sul territorio del Comune di Verona così come previsto dalla normativa vigente. L’orientamento delle salme è disposto in direzione della Mecca. Il campo islamico comprende complessivamente 138 tombe.LA DISPERSIONE delle ceneri è una prassi recentissima, autorizzata a partire dal 5 novembre dell’anno scorso, e che è stata richiesta finora in 11 occasioni. L’area si trova nel cosiddetto Cimitero nuovo, ed è uno spazio circolare, in mezzo al quale sono state disposte delle pietre tondeggianti. Intorno, in uno spazio verde, si trovano delle colonnine e delle panchine. Quando i familiari di un defunto chiedono di poter usufruire di questa opportunità, per la quale va chiesta un’autorizzazione rilasciata dallo Stato Civile del Comune, sulla base della dichiarazione di volontà rilasciata in vita dalla persona deceduta, possono recarsi con l’urna delle ceneri del loro caro in quest’area e versarle sulle pietre. Poi scatta un meccanismo ad acqua che le disperde nel terreno sottostante. La cremazione è una pratica sempre più diffusa, accettata dalla Chiesa cattolica che, tuttavia, consiglia la custodia delle ceneri per evitare di perdere la memoria dei defunti.

Data: 14/04/2019

Note: Elena Cardinali - foto Marchiori