Studio affidato a una ditta padovana. Dal comitato «apprezzamento»

Primo passo per la bonifica dell’Arsenale: il Comune ha affidato l’incarico da circa 30 mila euro a una ditta padovana per lo studio e l’analisi del terreno. La bonifica vera e propria costerà milioni, ma intanto si parte.

L’ultimo giorno dell’anno ha fatto fare un altro piccolo passo in avanti al progetto comunale per il restauro ed il riuso dell’Arsenale di Borgo Trento. Proprio nel giorno di San Silvestro, infatti, è stata siglata la determina, ossia la decisione dirigenziale con cui Palazzo Barbvieri ha assegnato l’incarico alla ditta vincitrice dell’appalto l’incarico di studiare cosa si debba fare per la bonifica dei terreni.

Per la cronaca, la ditta è la Geolavori di Este (Padova), cui saranno versati 28.973, 05 euro più Iva. In cambio, la Geolavori effettuerà «i servizi in materia ambientale di indagine in campo, prelievo ed analisi di laboratorio inerenti il Piano di Caratterizzazione ambientale del sito Arsenale asburgico di Verona». In pratica, si studierà come, in che tempi e con quali modalità dovrà poi essere effettuata la bonifica vera e propria dei terreni, che avrà ovviamente un costo ben superiore, per diversi milioni di euro.

L’incarico è comunque rilevante perché in passato, come si ricorderà, nel sottosuolo di una parte dell’Arsenale erano stati individuati elementi tossici, soprattutto nell’area vicina all’ex clinica Città di Verona. Nel settembre del 2017, peraltro, l’assessore all’Urbanistica, Ilaria Segala, aveva assicurato che non c’erano pericoli reali per i frequentatori dell’area (soprattutto bambini) perché l’unico pericolo reale per la salute poteva derivare da una ingestione di terra, evento ovviamente considerato poco probabile. Da Palazzo Barbieri si fa sapere che le indagini di bonifica per la porzione inquinata partiranno quindi subito, dai primi mesi dell’anno appena iniziato. Intanto però si avvertono tutti gli interessati che, inevitabilmente, le attività temporanee o fisse che si svolgono abitualmente nei padiglioni dell’arsenale (nelle Corti est e ovest) hanno i mesi contati, visto che gli uffici municipali hanno già disposto la necessità di spostare le attività per partire con i cantieri.

I prossimi passi saranno quelli della presentazione del progetto preliminare complessivo, previsto entro il mese di gennaio a cura degli uffici comunali, e l’affidamento del progetto per i lavori per le nuove coperture dei tetti (nove milioni di euro) al vincitore della gara.

Dal Comitato Arsenale arriva l’«apprezzamento» per la novità che, per iIl portavoce Italo Monaco aggiunge peraltro, su Facebook, sarebbe stato ancora maggiore se Palazzo Barbieri avesse «risposto pubblicamente alla lettera aperta inviata al Sindaco da noi del Comitato Arsenale agli inizi del mese di dicembre: la informativa data ora (su Geolavori, ndr) risponde, infatti, solo parzialmente alle problematiche sollevate con la lettera, sicuramente complesse, ma, penso, ineludibili». In quella lettera si definiva «senz’altro positiva, seppur in ritardo rispetto alle nostre aspettative, la prosecuzione dello studio relativo all’inquinamento dei terreni e l’avvio del piano di caratterizzazione degli stessi, in modo da consentire nei tempi più brevi la bonifica dei terreni». Le perplessità del Comitato riguardano invece «le destinazioni d’uso del complesso, che la Amministrazione si è data con la delibera di Giunta del 29 ottobre». Secondo il Comitato, infatti, quelle scelte «appaiono parzialmente incongruenti con l’impostazione prescelta», in articolare per quanto riguarda la divisione della sede del Museo di Scienze Naturali, l’arrivo nella Corte Ovest dell’Accademia di Belle Arti (che, secondo il Comitato, escluderà gran parte degli spazi aperti dall’uso sognato dai cittadini quale parco pubblico, e l’insediamento di un mercato urbano «che per il fatto di occupare pressoché integralmente la corte Est, comporterà anch’esso necessariamente una diminuzione sensibile dello spazio da destinare a parco pubblico»).

Tratto da: Corriere di verona deel 2/1/19