L'esterno del Bentegodi, qui potrebbe sorgere il nuovo stadio

IL PIANO. Il sindaco illustra le linee guida alla base della «manifestazione di interesse» prorogata fino al 27 marzo
Sboarina conferma l’interessamento di una società intenzionata a realizzare la struttura sportiva La critica di Tosi: «Solo una grande speculazione»
Un hotel con vista sul campo. Il nuovo stadio che il Comune vorrebbe al posto del vecchio Bentegodi, di proprietà del Comune, potrebbe includere anche questa «attrattiva». Oltre a un ristorante, negozi di articoli sportivi, bar e magari un museo delle due società calcistiche gialloblù. E attorno, viste le dimensioni più contenute dell’impianto, un parco per il quartiere.Il sindaco Federico Sboarina, intanto, conferma che c’è un interessamento da parte di una società di scopo di diritto italiano costituitasi ad hoc. La stessa che ha chiesto la proroga fino al 27 marzo della manifestazione di interesse pubblicata da Palazzo Barbieri e scaduta lunedì scorso. «Non un bando di gara, nemmeno prevista dalla legge sugli stadi», sottolinea il sindaco, «ma una sollecitazione nei confronti di eventuali soggetti interessati a costruire un nuovo stadio al posto di quello ormai obsoleto». E spiega: «La mattina del 25 è arrivata una pec che chiede una proroga, già concessa, fino al 27 marzo. Quanto meno, quindi», afferma, «un proponente interessato c’è, e ovviamente dovrà rispettare le linee guida della manifestazione d’interesse: costruire un nuovo stadio con una capienza tra i 25mila e i 30mila posti, che può essere costruito sull’attuale sito del Bentegodi». E se la scelta fosse diversa, mette in chiaro Sboarina, «rimane l’obbligo di demolire il vecchio stadio e di risistemare l’area a parco». Il nuovo Bentegodi, sottolinea il sindaco, dovrà essere «di tipo internazionale, quindi bello esteticamente ma anche di impatto sociale, cioè essere motore di riqualificazione di una parte di città che oggi soffre la presenza dello stadio, e a questo punto siamo fiduciosi che l’obiettivo si realizzi. L’investimento, tuttavia, non sarà a carico del Comune, per cui i cittadini non spenderanno un centesimo». E, replicando alle voci critiche assicura che «non ci sarà alcun centro commerciale come “ricompensa” per chi costruirà lo stadio». E aggiunge: «Ci saranno sicuramente parti dedicate alla ristorazione, a servizi per il quartiere, magari un museo delle squadre, qualche negozio…». Quanto alla struttura, ribadisce, «sarà più ridotta rispetto all’attuale non essendoci più la pista di atletica e, quindi, spazi più ravvicinati tra il campo di gioco e il pubblico. Tanto per capirsi, il posto in cui si vedrà meno bene sarà quello dove ora si vede meglio… E poi», ribadisce, «ci sono indicazioni precise da parte nostra: verde, accessibilità per i disabili che ora trovano posto solo in parterre, sostenibilità ambientale…». Lo stadio, che sarà gestito dai privati, resterà comunque di proprietà del Comune. «Il loro guadagno», commenta Sboarina, «deriverà dagli accordi con le società di calcio e dagli spazi messi a reddito… E poi», conclude Sboarina, «uno stadio moderno non serve soltanto per le partite, ma si possono fare tante altre manifestazioni, spettacoli, concerti… È un contenitore polivalente e il vantaggio per chi costruisce è che in zona ci sono già le infrastrutture: svincoli delle tangenziali, parcheggi, la realizzazione delle quali assorbe solitamente il 50 per cento dei costi. È nella natura delle cose, quindi», conclude Sboarina, «che i proponenti scelgano di intervenire lì». Sul nuovo progetto resta intanto molto critico l’ex sindaco Flavio Tosi, che parla di «grande speculazione». Perché, sostiene, «il costruttore non rientrerebbe degli 80 milioni spesi solo con lo stadio, ma ovviamente chiederebbe la concessione di intere e nuove strutture commerciali. E poi il problema era l’Arsenale, che prevedeva appena 2500 metri quadri divisi in 11 piccole botteghe».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 17

Data: 28/02/2019

Note: Enrico Santi