L'area del Saval in via Emo dove dovrebbe sorgere il supermercato

IL CASO. Dopo le proteste in circoscrizione, l’assessore alla Pianificazione urbanistica replica sull’edificio di via Emo
Segala: «Il progetto è stato approvato dalla precedente Giunta Da parte nostra stiamo valutando la sostenibilità di vari insediamenti»

L’area del Saval in via Emo dove dovrebbe sorgere il supermercato
Lorenza Costantino Il nuovo supermercato previsto al Saval? «L’iter burocratico della superficie commerciale tra le vie Emo e Da Mosto è ormai troppo avanzato. Non può essere bloccato», chiarisce una volta per tutte Ilaria Segala. Anzi, l’assessore alla Pianificazione urbanistica è ancora più lapidaria: «Inutile “attaccarsi ai cancelli”», dice.«Questo progetto, al pari dell’ex Bam di via Mameli, delle palazzine al Nassar, e di molti altri ancora, sono un’eredità della precedente amministrazione. Chiamerò i presidenti di circoscrizione per chiarire quali sono gli insediamenti inevitabili, in modo che non si verifichino altre inutili proteste».«Ci sono diritti acquisiti», rimarca l’assessore Segala. «I cantieri non si vedono ancora, ma sono dietro l’angolo. Tuttavia, rispedisco al mittente l’accusa del Pd, cioè che l’amministrazione Sboarina incentiverebbe i centri commerciali e la cementificazione. Noi non abbiamo colpe. Al contrario, stiamo rivedendo le strutture commerciali e residenziali messe in programma durante i mandati di Tosi, ma solo quelle su cui sia ancora possibile intervenire».Questa è la difesa di Palazzo Barbieri, affidata a una conferenza stampa organizzata in fretta e furia, all’indomani del partecipatissimo consiglio della terza circoscrizione, dove l’altra sera è tornato in analisi il nuovo supermercato, l’ennesimo, previsto al Saval.Il Partito Democratico ha attaccato la maggioranza, colpevole, a suo dire, di aver approvato una seconda versione del futuro insediamento commerciale, aumentato del trenta per cento.«Una pura speculazione politica del Pd», replica Nicolò Zavarise (Lega), presidente della terza circoscrizione. «Non si tratta di un aumento di superficie, sostanzialmente invariata, da 1.200 metri quadrati a 1.265, ma di un aumento di cubatura reso possibile dal Piano Casa, una norma regionale contro cui il Comune non ha poteri. Questo surplus», chiarisce, «si concretizzerà in due tettoie per coprire rampe scale, carico-scarico merci, e deposito rifiuti: una miglioria architettonica».E il consigliere comunale Matteo De Marzi (Battiti) assicura: «La parte del terreno destinata a giardino pubblico, che comprende percorsi ciclabili e accesso al sagrato della vicina chiesa e al supermercato, non è stata stralciata come si vorrebbe far credere».Ma la sala consiliare, nel parlamentino di Verona Ovest, era stracolma di residenti contrari al supermercato. Fra loro c’era anche chi, una dozzina d’anni fa, protestò e alla fine evitò la costruzione della cosiddetta «quarta torre».Si tratta di un palazzone di 14 piani previsto sullo stesso terreno incolto dove, tra non molto, l’impresa di costruzioni bolzanina Generalbau, proprietaria dell’area, avvierà il cantiere del nuovo supermercato.Davanti a una platea di occhi inferociti, la maggioranza della terza circoscrizione si è cimentata nel «salto carpiato» di lasciar passare il progetto – perché non si poteva far altro che prenderne atto – votando al contempo un documento, approvato all’unanimità, in cui viene espressa «la contrarietà a ulteriori insediamenti commerciali di questo tipo».Ma perché il progetto è tornato all’esame della terza circoscrizione, se negli anni scorsi c’era già stato ben quattro volte, e l’iter si era definitivamente concluso nel 6 marzo 2017?Si tratterebbe di un pro forma, causato dalla morte del primo progettista, l’ingegnere Dalle Molle.I suoi «successori», gli ingegneri Meneghelli e Schena, hanno riscritto il progetto, apportando gli ampliamenti nel frattempo resi possibili dal Piano Casa.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 16

Data: 10/01/2018

Note: Lorenza Costantino