MERCOLEDÌ 15 AGOSTO 2018
Un attimo prima del cedimento un forte bagliore, forse un fulmine Uno dei superstiti: «Sono sceso dall’auto e correvo, sono miracolato».

GENOVA La foschia all’orizzonte, la pioggia battente, poi all’improvviso il crollo del ponte. È la drammatica scena immortalata da un video comparso sui social network pochi minuti dopo la tragedia di Genova. «Oh mio Dio, oh Dio santo mi sento male», urla l’autore della sequenza. Nelle sue parole si avverte la paura, il terrore ma anche l’incredulità per la scena agghiacciante che si stava consumando davanti ai suoi occhi. Quello che viene considerato uno snodo fondamentale in città, il ponte Morandi, rovina al suolo. Un volo di 100 metri tra la fitta pioggia, un vero nubifragio, che ieri mattina ha colpito il capoluogo ligure. «Ero uscito solo per riprendere la pioggia», scrive su Facebook l’autore del video. E invece il telefonino immortala quella che di lì a poco si confermerà una tragedia, con morti e feriti. Nei pochi secondi del video si vede un tratto di ponte che si sbriciola all’improvviso. Pochi momenti prima del crollo sullo sfondo compare un forte bagliore. Immagini che confermerebbero anche le parole di alcuni testimoni che hanno parlato di un fulmine nei pressi del ponte proprio nel momento del collasso. La scena che si trovano davanti i soccorritori è «apocalittica», come la descrive chi è stato sul posto. I SUPERSTITI. C’è chi ringrazia «gli angeli che mi hanno salvato i figli», chi ha smesso di fumare da 10 anni e chiede una sigaretta e chi ti guarda con gli occhi grandi di chi si è smarrito. «Siamo miracolati», dice Christian che con la macchina era sul ponte al momento del crollo. Non importa chiedergli di raccontarlo, perché lo fa di continuo con tutti come se parlare di quello che è successo lo aiutasse a superarlo. Ma non è così: «Ero in macchina a 100 metri dal punto del crollo quando ho sentito tremare la strada sotto di me», dice con un filo di voce, «e allora mi sono spostato sulla corsia di sinistra. Ma non so dire perché l’ho fatto. Poi ho visto il ponte che si sbriciolava». Non parla di fulmini caduti né di bagliori Christian, ma di un «ponte che si sbriciola», che va giù all’improvviso. «Sono sceso dalla macchina e mi sono messo a correre più che potevo, non riuscivo a capire cosa stesse succedendo». Il ponte che si sbriciola è l’immagine che resta negli occhi di Christian e di tutti quelli che erano in macchina quando è crollato. Mentre chi era giù, cento metri più in basso, racconta di un forte boato, «come un terremoto», negli istanti prima di veder collassare la struttura. E qualcuno, con gli occhi lucidi, commenta: «Purtroppo non era il terremoto».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 3

Data: 15/08/2018