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TOPONIMI. Da via Bezzecca a via Mameli.

L’apertura del ponte Neville, poi intitolato a Garibaldi, alla fine dell’800, diede impulso edilizio al rione di Prato Santo e alla zona attorno all’odierna via Mameli: tra il 1910 e il 1914, i ricchi borghesi iniziarono a stabilirsi proprio al di là dell’Adige.

Lungo la direttrice di viale Bixio, Ettore Fagiuoli, il più famoso architetto veronese dell’epoca, disegnò le abitazioni più lussuose: le ville Bassani, Cipriani, Fanti, Salvetat, Rovato e Tedeschi. E per questa borghesia della nuova Italia, l’indirizzo di casa non poteva che ricordare gli eroi e i martiri dell’ultima epopea storica, il risorgimento, appunto. Oggi, le strade garibaldine si mescolano con quelle che ricordano la prima guerra mondiale: gli stessi toponimi sono un interessante documento urbanistico, in quanto, dove ci sono i nomi garibaldi! ni, vi sono tanti splendidi edifici liberty, mentre nelle vie della prima guerra mondiale, è sorta l’edilizia più moderna e anonima degli anni del secondo dopoguerra. Ecco viale Nino Bixio, con le prime belle villette e le strade parallele e perpendicolari, dedicate sia a personaggi, sia a luoghi dell’epopea dell’eroe dei due mondi. Così, alla rinfusa, senza un ordine apparente. Anche noi, nel nostro itinerario, percorriamo queste strade, tra luoghi ed eroi garibaldini. Subito, a tagliare il viale, troviamo via Bezzecca: qui, in val di Ledro, il 21 luglio 1866, si tenne un feroce combattimento con gli austriaci e fu qui che Garibaldi ricevette da re Vittorio Emanuele II il famoso telegramma di resa, a cui rispose con il celebre «Obbedisco». A sinistra del viale, via Anita Garibaldi, l’eroica moglie del generale, nata in Brasile: volle seguire il marito, a Roma e a Venezia. Era sofferente e in cinta, quando fu costretta a fuggire con Garibaldi da Rom! a e tentarono di raggiungere Venezia. Morì nel Ravennate.! Garibaldi, braccato dagli austriaci, dovette fuggire, senza poterle dare sepoltura: era l’agosto 1849. Più defilata, la piccola via Caprera, l’ isola dove Garibaldi si ritirò e dove morì nel 1882. Invece, a sinistra di viale Bixio, c’è la più generica via dei Mille, in ricordo della spedizione che si svolse tra maggio e ottobre 1860.

Per quanto riguarda i personaggi, eccone ricordati alcuni nelle vie a sinistra di viale Bixio: Cesare Abba, lo storico e il poeta dei Mille, che si inoltra nel quartiere, Francesco Anzani e Giacomo Medici, personaggi storici meno noti. Medici e Anzani, legati a Garibaldi, furono amici fra loro: si incontrarono per la prima volta in Sudamerica, a Montevideo. Medici partecipò alla spedizione dei Mille, poi fu un generale italiano nella terza guerra di indipendenza, quindi divenne deputato e senatore. Ebbe un ruolo importante anche per Verona: fu lui a comandare le truppe piemontesi che entrarono in città il! 16 ottobre 1866. Anzani, patriota lombardo, combatté in Portogallo e poi in Sudamerica, nelle guerre per la liberazione di alcuni stati, dando a Garibaldi una grande fama in tutto il mondo. Anzani seguì il generale in Italia, per partecipare alla prima guerra d’indipendenza, ma si ammalò e morì a Nizza. Garibaldi intitolò a lui un suo battaglione di volontari.

Vicino a via Medici, c’è via Giuseppe Guerzoni: insegnante, giornalista, scrittore e patriota di origini mantovane, fu volontario con Garibaldi, sia nella seconda guerra d’indipendenza, che nell’impresa dei Mille. Fu eletto deputato del Regno d’Italia e morì nel 1886.E.CERP.

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 19/03/2011

Note: CRONACA Pagina 12