Da sinistra, Cobelli, l'abate Ballarini e Rama al nuovo capitello

L’INIZIATIVA. Inaugurato agli Orti di Spagna un capitello dedicato alla Vergine ripercorrendo una tradizione del rione
L’idea partita dal professor Giuseppe Rama autore di testi di storia veronese Ieri benedizione dell’abate

Il rione di San Zeno riscopre una leggenda e inaugura un capitello. Il manufatto è dedicato alla Madonna dell’Oleandro, all’incrocio tra via del Carroccio con via Raterio, ideale punto d’incontro e di scambio tra la più famosa area di San Zeno e quella meno nota degli Orti di Spagna. Ieri mattina è stato benedetto dall’abate di San Zeno Gianni Ballarini, alla presenza di numerose persone del quartiere tra cui una delegazione della società cooperativa sociale Al Calmiere. A presentare l’opera l’ideatore dell’iniziativa, lo scrittore e cultore di storia veronese Giuseppe Rama, con l’artista Enzo Cobelli che ha donato il capitello con la Madonnina.Il capitello è stato collocato sotto il grosso oleandro che sorge nel condominio che porta lo stesso nome, i cui inquilini hanno appoggiato con entusiasmo e collaborazione l’iniziativa proposta dal professor Rama.Per l’occasione è stata ricordata una tradizione, rielaborata in uno scritto da Giuseppe Rama, che ripercorre la storia di un oleandro nato dal voto di un soldato partito per la campagna di Grecia, ferito in un agguato e rifugiatosi sotto un grosso oleandro dove invocò l’aiuto della Madonna. Trovato dai suoi commilitoni, venne tratto in salvo. Tornato a casa prese l’abitudine di offrire ogni giorno un fiore alla Vergine, a cui si rivolgeva ormai come Madonna dell’Oleandro. Questa storia giunse poi alle orecchie dell’oste della zona, quello del «Manegheto», altro toponimo rimasto nei decenni, che ancora oggi fregia il locale di vicolo Cere, il cui titolare, Ivo Spada, ieri ha offerto un rinfresco per festeggiare l’inaugurazione del capitello. Secondo la tradizione, quell’oste decise di salvare una talea dell’oleandro dove spesso si fermava il soldato «miracolato», nel giardino di un edificio destinato alla demolizione. Da quella talea è nato l’odierno oleandro dell’incrocio tra via del Carroccio e via Raterio, dove è sorto il nuovo capitello. «Un luogo simbolo dell’armonia tra la gente», ha auspicato l’abate Ballarini benedicendo il capitello, «ma anche un punto dove fermarsi a riflettere, a ritrovare serenità».Per il professor Rama l’idea di porre qui il manufatto nasce dalla constatazione che «da tempo la zona degli Orti di Spagna è diventata quasi una zona dormitorio accanto a San Zeno. Ma anche qui c’è una vitalità notevole, ci sono tante famiglie, c’è una tradizione storica, partendo dal nome stesso del rione, che non va dimenticata. Il capitello è un simbolo di devozione popolare, di immediata comprensione, un punto di riferimento. Mi piacerebbe che tanti veronesi venissero qui, anche solo a dare un’occhiata, per scoprire un po’ meglio questa zona della città addossata a una parte delle sue antiche mura».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 17

Note: Elena Cardinali