BORGO TRENTO. Anche in Pediatria forte sproporzione: a fronte del raddoppio dei posti letto, è calato il personale.

Un terzo dei posti di Ostetricia non è ancora stato attivato e mancano infermieri. L’assessore Coletto: «Iniziamo le assunzioni a breve»

Grande ospedale, piccolo organico. Il maxi polo materno-infantile di Borgo Trento è a corto di personale, tant’è che quasi un terzo dei posti letto del reparto di Ostetricia non è ancora stato attivato e in Terapia intensiva pediatrica il rapporto tra infermieri e pazienti è di uno a 4, mentre dovrebbe essere di uno a 2. Parte dei servizi annunciati non ha ancora visto la luce, come l’Unità di Osservazione breve intensiva (Obi) del Pronto soccorso ginecologico: 6 posti letto, tuttora chiusi, per il monitoraggio di donne in gravidanza con sintomi per cui non è previsto il ricovero. «Ostetriche? Ne servirebbero almeno 15 in più» conferma Angela Catia Manganotti, delegato della Cgil all’Azienda ospedaliera, per coprire i buchi dei pensionamenti e dei permessi per maternità e aspettativa. Assenze non previste per cui la direzione sanitaria, come L’Arena ha anticipato ieri, ha deciso di tenere chiusi 20 posti letto (su 64) almeno fino alla fine dell’estate. Lo ha sottolineato l’altro ieri la responsabile della Gestione e Organizzazione dell’Azienda ospedaliera, Giovanna Ghirlanda.«Da quando c’è stato il trasloco, circa un mese fa, solo una di noi è rimasta incinta» precisano però alcune dipendenti. «Il problema del sottonumero non è nuovo, ma si è aggravato. Basti pensare alle sale parto: alla maternità di Borgo Trento ce n’erano 3, a Borgo Roma 2. Nel nuovo polo ce ne sono 11, 10 se si considera che una (quella per il parto in acqua) non è ancora operativa». L’organico non è stato potenziato, le ostetriche sono sempre 29 e «su ogni turno», spiegano, «lavoriamo in 5 o 6 al massimo. Però una di noi deve stare al Pronto soccorso e, a partire da giugno, un’altra sarà trasferita come strumentista in sala operatoria». Chi rimane deve gestire un reparto con 44 degenti.«La carenza di ostetriche era stata implementata dal sistema assistenziale rooming-in. Ma attivando nuovi servizi, come il punto assistenza per le mamme nelle prime fasi dell’allattamento, il personale è in sofferenza» spiega Manganotti che, ammette: «Da quando il nuovo polo è operativo, mi sto occupando quasi a tempo pieno di tutti i problemi che sono emersi». Due rampe di scale più in alto, la situazione non è diversa. «In Pediatria abbiamo 40 posti letto operativi e 21 infermieri. I numeri, prima del trasloco, erano 28 posti letto e 26 infermieri». A raccontare la sproporzione, è sempre il personale dell’Azienda.«In direzione hanno fatto i conti senza l’oste» proseguono. «Non hanno tenuto conto dei dipendenti che hanno chiesto e ottenuto di non essere trasferiti». Conseguenze? «C’è chi ha accumulato già 25 giorni di straordinario non voluto, i turni di notte sono coperti da due infermieri appena e in Terapia intensiva pediatrica (8 posti letto più 16 riservati alla semintensiva) c’è un infermiere ogni 4 pazienti». A detta di Stefano Gottardi della Uil, che ieri ha discusso la questione durante l’assemblea sindacale in Sala Lucchi, allo Stadio, davanti ad alcuni dei candidati sindaci in corsa alle amministrative di giugno, «per fare le cose per bene all’Ospedale della donna e del bambino ci vorrebbero almeno altri cento dipendenti tra medici, infermieri e Oss».Infatti i posti letto realizzati sono 270 ma al momento il personale sanitario è sufficiente a garantirne operativi 165. «E in Ostetricia è capitato che il turno di notte lo coprissero gli Oss», dichiara, i quali non possono somministrare nemmeno una compressa di Tachipirina perché la terapia è una competenza medico-infermieristica. «Era inevitabile. Creare una struttura del genere, senza i dipendenti da metterci dentro significa sotto-utilizzarla e non dare alla città le garanzie che erano state promesse». La replica arriva a stretto giro: «Abbiamo chiesto alla Regione degli incrementi di personale» conferma il direttore generale Francesco Cobello. «Ma si tenga conto che abbiamo aperto un cantiere e ci vorrà un po’ per carburare. L’Ospedale della donna e del bambino lo stiamo mandando avanti un po’ alla volta».L’assessore alla Sanità del Veneto Luca Coletto rassicura: «A breve verranno assunte nuove unità per attivare i posti letto che mancano all’appello, tenendo conto anche della sofferenza in cui si trova l’organico dell’Azienda Ospedaliera». Quanti dipendenti arriveranno, «lasciamolo decidere ai tecnici. Per il momento daremo il via all’iter, forse la settimana prossima. Già l’anno scorso il Veneto ha fatto richiesta di 300 medici, ma da Roma non abbiamo avuto risposta. Per sopperire stiamo spendendo 20 milioni in più di tasca nostra, ma lo possiamo fare solo perchè siamo in equilibrio di bilancio».
Laura Perina

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 12/05/2017

Note: CRONACA - pag. 15