IL NODO. Il problema è vecchio, ma ancora irrisolto. I sindacati unitari chiedono di accelerare.
Le Rsu: «Serve tavolo di confronto con noi e l’Azienda integrata prima dell’apertura del nuovo blocco, la primavera prossima»
Il problema è antico, ma ancora irrisolto. Fu la prima obiezione fatta, più o meno dieci anni fa, durante la presentazione in pompa magna del progetto del Polo Confortini: i parcheggi per il personale e gli utenti dove sono?Silenzio di tomba. Allora come oggi. «Ma la situazione rischia di degenerare, occorre convocare quanto prima un tavolo tecnico con Azienda ospedaliera integrata, Comune e rappresentanti sindacali, per non trovarci impreparati all’apertura dell’ospedale della donna e del bambino, che aggiungerà traffico al traffico», ammoniscono Marco Nundini (Cisl) e Angela Manganotti (Cgil) della Rappresentanza sindacale unitaria dell’Aoui.La scadenza è dietro l’angolo. «Il direttore generale, Francesco Cobello», anticipano i sindacalisti di infermieri, tecnici e operatori sociosanitari, «ci ha confermato che in marzo riceveranno le chiavi dell’edificio. Il Comune ha pensato a come ridisegnare la viabilità, posto che l’accesso al nuovo blocco avverrà da via Mameli? Come intende la giunta Tosi governare l’arrivo di pazienti e personale medico, all’incirca 700 persone? I papà che porteranno le mamme in procinto di partorire avranno parcheggi a disposizione o dovranno girare come trottole? E da dove usciranno le auto, da piazzale Stefani? Domande cui bisognerebbe dare subito una risposta».Al dg Cobello i delegati Rsu hanno posto un’altra domanda, a sua volta rimasta senza risposta. «Quando un anno fa ci venne presentato il progetto dell’ospedale della donna e del bambino», ricorda Manganotti, «rilevammo la mancanza di spogliatoi per il personale. La risposta fu un imbarazzante silenzio. Abbiamo posto nuovamente la domanda due settimane fa: ci è stato risposto che chiederanno al progettista. Non vorremmo si ricreasse la situazione assurda della centrale di sterilizzazione al Polo Confortini: il primo progetto prevedeva l’esternalizzazione del servizio; poi accertato che sarebbe stato troppo costoso hanno deciso di realizzarla. Non al Polo, dove non c’era più posto, ma in un vecchio padiglione. Con i rischi che comporta il passaggio del materiale sterilizzato all’aperto. L’unica certezza è che gli spogliatoi del Polo sono già adesso insufficienti».Ma il nodo, rimarcano i rappresentanti sindacali, è quello della mancanza di parcheggi. «Abbiamo chiesto un incontro al sindaco Tosi», chiarisce Nundini, «per sapere cosa offre al personale dell’ospedale per compensare l’attivazione degli stalli blu nel quartiere Catena. Non pretendiamo un posto auto, ma di risolvere un problema complesso. Il dipendente dell’ospedale occupa spazi nei quartieri contigui sottraendoli ai residenti e ai familiari dei degenti. È un circolo vizioso che va interrotto. Mezzo piazzale della caserma Riva di Villasanta ha esaurito il suo effetto placebo. Serve un parcheggio a silos. Dove? Comune e Regione decidano e lo dicano ai veronesi». oP.COL.

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA -cronaca pag. 18

Data: 12/07/2016

Note: oP.COL.