SANITÀ. L’Azienda ospedaliera universitaria integrata e l’Ulss 9 Scaligera hanno realizzato un piano che, assicurano i direttori generali, coprirà tutti i servizi attivati

Per l’Aoui sono previste 103 unità tra medici, infermieri e tecnici mentre nella Scaligera saranno 123 su 277 autorizzate.
Negli ospedali di Verona arrivano rinforzi e una nuova infornata di personale per riempire i buchi dei pensionamenti. L’Azienda ospedaliera universitaria integrata (Aoui) e l’Ulss 9 Scaligera illustrano un programma delle assunzioni per il 2019 che ha le sembianze di un piano di battaglia. La Aoui ha deliberato il reclutamento di 103 unità fra medici (11), infermieri (75) e tecnici sanitari (17). Ne sono già arrivati 37: sei camici bianchi, un dirigente sanitario, 14 tecnici sanitari, otto infermieri e altrettanti operatori socio-sanitari, tutti precettati nell’arco di gennaio. «Quando andremo a regime», assicura il direttore generale Francesco Cobello, «avremo personale sufficiente per coprire tutti i servizi attivati». Per lo meno secondo gli standard indicati dalla Regione.Invece la Scaligera ha in itinere 123 nuove assunzioni su un totale di 277 autorizzate per il biennio 2018-19. In dettaglio, nelle strutture territoriali arriveranno 24 medici, un dirigente sanitario, 35 infermieri, 15 fra operatori socio-sanitari (Oss) e operatori tecnici addetti all’assistenza (Ota), 45 tecnici sanitari e tre tecnici non sanitari.I dati, con tanto di tabelle, sono stati analizzati durante un incontro congiunto, voluto anche per sfatare la credenza che le due aziende, ospedaliera e sanitaria, non assumano perché non se lo possono permettere. «Assumono e possono», taglia corto Cobello. Accanto a lui il direttore generale dell’Ulss 9, Pietro Girardi, annuisce convinto. «Il problema», prosegue Cobello, «è reperire personale. Non se ne trova. Non parlo solo di medici, ma di tutto il comparto», infermieri e figure ausiliarie come Oss e Ota. Motivo per cui è prematuro definire le assunzioni in programma come una boccata d’ossigeno: resta da vedere, infatti, se i posti andranno coperti tutti.Per esempio, l’anno scorso l’Aoui ha reclutato 35 infermieri su 43 assunzioni autorizzate. E sempre a fronte dell’autorizzazione, «non siamo riusciti a trovare oltre 30 medici che ci servivano», spiega Cobello. «Capita che il budget per le assunzioni avanzi. I concorsi non si contano, però dobbiamo andare a pescare dalle graduatorie delle province o regioni limitrofe. E riceviamo due risposte ogni trenta telegrammi». Girardi gli fa eco. «A volte si fanno delibere di assunzione per persone che poi cambiano idea. L’Azienda sanitaria ha pure il problema della dispersione territoriale: ci sono professionisti contattati per una certa sede che rifiutano il posto. E in questo momento stiamo negando ad alcuni dipendenti il rientro nelle regioni d’origine. Non è una politica che agevola il benessere interno, ma va fatta per garantire il servizio».L’Ulss, che già deve fare i conti con la carenza ormai fisiologica di medici di base, ha perso 50 medici ospedalieri nel giro di tre anni, tant’è che ha sopperito ingaggiando liberi professionisti da collocare nelle aree più impegnative, i posti di pronto soccorso e i reparti di Anestesia e rianimazione.Invece la fotografia dell’Aoui è tutto sommato consolante, in momenti in cui le cronache parlano della fuga all’estero dei medici e del loro esodo dagli ospedali pubblici verso strutture private. Se negli ultimi tre anni l’Aoui ha perso dipendenti, passando dai 4.705 del 2016 ai 4.614 del 2018, altrettanto vero è che il calo riguarda in massima parte i dirigenti sanitari (non medici), gli amministrativi e altri tecnici del comparto. Un effetto della riorganizzazione gestionale avviata dalla Regione con l’Azienda zero. Invece, al netto di qualche piccola flessione, il numero dei medici e infermieri è rimasto quasi inalterato da un anno all’altro. «Non si può parlare di calo di personale sanitario», precisa Cobello. Anzi: nel 2015 avevamo 34 urgentisti, oggi sono 41. Gli anestesisti sono passati da 81 a 90. Siamo contenti? No. Ne avremo assunti di più, se li avessimo trovati».In ogni caso il 2019 parte lancia in resta. Entro aprile dovrebbe anche essere pubblicata la graduatoria definitiva per dieci posti da infermiere a tempo indeterminato, il maxiconcorso bandito dalla Aoui, di cui L’Arena aveva riferito a ottobre scorso, per cui s’è fatto avanti un esercito di oltre tremila candidati da tutta Italia. Nel frattempo «con una delibera di pochi giorni fa», dice Cobello, «abbiamo chiamato 75 infermieri a tempo determinato. Anche se per trovarne uno bisogna indagarne almeno cinque o sei, con punte di dieci. Per assumerne 25, ne abbiamo contattati 400».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 11

Data: 31/01/2019

Note: Laura Perina