LA STRUTTURA. Bertucco e il Pd sulla chiusura di villa Francescatti

Ostello della gioventù, nuove voci si aggiungono al dibattito circa la chiusura, entro la fine del 2017, dell’attività condotta a villa Francescatti, di proprietà della Curia, dell’associazione per la cooperazione internazionale. Interviene Michele Bertucco, consigliere di Verona e Sinistra in Comune: «L’amministrazione comunale deve confrontarsi con la Curia per trovare una soluzione che garantisca ai giovani la possibilità di visitare la nostra città a basso costo. Sarebbe importante riuscire a mantenere l’ostello a Villa Francescatti. Ad oggi, purtroppo, possiamo solo sottolineare il silenzio assordante del Comune. Con queste motivazioni ho depositato una mozione in consiglio comunale per salvare l’Ostello della Gioventù. Ricordo che nel lascito testamentario del 1937 della signora Paganini Francescatti era inserito un vincolo di destinazione a fine sociale. Perché la Giunta Sboarina non coglie l’occasione di stanziare dei fondi, dedicati all’imprenditoria giovanile, per premiare il miglior progetto pensato per portare a Verona uno o più Ostelli pari a quelli di molte città europee? Perché non si fa carico di trovare un investitore privato capace di offrire lo stesso servizio, magari rafforzandone la capacità attrattiva?».«La decisione della Curia di chiudere l’ostello della gioventù non è un fulmine a ciel sereno, è stata ufficializzata già all’inizio dell’anno, è pertanto fondamentale che la nuova giunta comunale incontri al più presto i responsabili della Curia per trovare una soluzione», fa eco il gruppo consiliare comunale Pd. «Sarebbe un gravissimo danno per Verona rimanere orfana di una servizio che rappresenta un tassello fondamentale dell’offerta turistica in qualunque città moderna. Il turismo low cost è una forma di turismo rivolto a giovani e studenti che una volta cresciuti tornano da turisti “veri e propri”. E’ innegabile che finora la Curia abbia svolto anche un ruolo di supplenza rispetto ad un servizio che è pubblico. Il Comune deve pertanto farsi carico per la sua parte di responsabilità con mezzi propri».