IL CASO. L’obiettivo è chiarire cosa accadrebbe con l’alienazione
Area Liberal invia una lettera di diffida a Prefettura
e Presidenza del Consiglio. Pasetto: «E domani per solidarietà staremo tutti in un silenzio assordante»
Villa Francescatti, Area Liberal non perde le speranze di strapparla alla Curia affinchè l’Ostello della gioventù che vi è ospitato da trent’anni non cessi l’attività. E invia una lettera di diffida alla presidenza del Consiglio e alla prefettura per sollecitare la nomina di un commissario straordinario che accerti la responsabilità della curia. Sembra infatti che con la decisione di alienare il compendio, la curia ne perda ogni diritto successorio. Facciamo un passo indietro. Alcune settimane fa, come L’Arena aveva riportato, il movimento capitanato dall’ex consigliere comunale Giorgio Pasetto aveva fatto arrivare la questione dell’ostello di San Giovanni in Valle sulla scrivania del premier Paolo Gentiloni e del prefetto Salvatore Mulas, attraverso una lunga lettera in cui si chiedeva che la vendita di villa Francescatti venisse giudicata un’infrazione. Il motivo sarebbe il vincolo della destinazione d’uso espresso nel testamento della nobildonna Gianna Paganini Francescatti, che lasciò la dimora cinquecentesca alle suore dell’Istituto Sorelle della Sacra Famiglia purché fosse «destinata ad Asilo infantile o istituto per ragazzine, sotto pena di decadenza da ogni diritto ereditario». Nella lettera si spiega perché l’attività dell’ostello non disattende quel vincolo, al contrario di ciò che farebbe la vendita dell’immobile. Le suore concessero la villa in comodato d’uso al neonato Centro di coperazione perché realizzasse «una casa di ospitalità e cultura aperta tutto l’anno per giovani italiani e stranieri, per la promozione del dialogo tra culture e con l’esclusione di ogni scopo di lucro», come si legge nella convenzione notarile datata 15 luglio 1980.Mentre cedettero la villa alla Curia solamente nel 1993 «per meglio far fronte ai problemi connessi con la gestione dell’ostello» e l’anno successivo la Diocesi confermò alla Soprintendenza di voler mantenere la destinazione di villa Francescatti a ostello della gioventù.Nel 2008, invece, la decisione di alienare la proprietà e il successivo arbitrato con cui si prorogava la convenzione col Centro di cooperazione fino alla fine di quest’anno. «Chiediamo alla Presidenza del consiglio dei ministri, in qualità di successore ex Lege del compendio ereditario, di esercitare i diritti nascenti dal mancato rispetto della volontà della vedova Francescatti» precisa Pasetto.L’ostello si avvia alla smobilitazione e la più importante attività di accoglienza turistica giovanile della città potrebbe chiudere del tutto, se non si troverà un’altra sede. A rischio ci sono 24 posti di lavoro. Il vescovo Giuseppe Zenti non ha fatto mistero di voler piazzare villa Francescatti sul mercato per tamponare i debiti della Diocesi e da tempo Area Liberal si è mobilitata per salvare l’ostello, prima con una petizione online, poi con un sit-in fuori dai cancelli. Domani era in programma un’altra manifestazione, «sostituita» dalla lettera di diffida. «Per esprimere la nostra solidarietà all’ostello, quel giorno tutti noi di Area Liberal ce ne staremo in un silenzio assordante», sottolinea Pasetto.

Laura Perina

Tratto da: arena-cronaca - pag.16

Data: 11/10/2017

Note: Laura Perina