VILLA FRANCESCATTI. L’11 novembre a San Giovanni in Valle insieme ad amici e collaboratori
Il Centro di cooperazione internazionale entro l’anno deve traslocare
Scarsini: «Stiamo valutando soluzioni alternative per continuare»

Una grande festa per ringraziare tutte le persone che hanno collaborato con l’ostello della gioventù e hanno contribuito a far sì che, per oltre quarant’anni, potesse svolgere il suo servizio a favore dei giovani e dei pellegrini, quasi 600mila, che da tutto il mondo sono arrivati a Verona. È l’appuntamento per sabato 11 novembre, alle 10.30, a Villa Francescatti, aperto a tutti. E sarà un’occasione anche per visitare la struttura e il parco annesso.Lo annuncia il direttore Fiorenzo Scarsini, fondatore del Centro di cooperazione giovanile internazionale che nel 1975 salvò dall’abbandono la dimora cinquecentesca di San Giovanni in Valle e la convertì in struttura d’ospitalità grazie a fondi pubblici, donazioni private e al lavoro di centinaia di volontari.
Entro fine anno l’ostello dovrà traslocare altrove. Già si stanno vagliando delle soluzioni, «alcune sembrano attendibili anche se per numero di posti e varietà di servizi non sarà la stessa cosa» spiega Scarsini. Con il prosieguo dell’esperienza del Centro di cooperazione, comunque, si spera di salvare tutti i 22 posti di lavoro che erano a rischio quando l’ipotesi era quella di chiudere definitivamente. L’immobile in cui è ospitato l’ostello è di proprietà della Curia e il 31 dicembre scadrà il comodato d’uso al Centro di cooperazione.
Poi vi si insedierà la Caritas, per realizzare progetti di accoglienza per chi vive in situazioni di grave marginalità.
L’Arena lo aveva anticipato nei giorni scorsi e la conferma è arrivata ieri dalle pagine del settimanale diocesano Verona Fedele.
È definitivamente tramontata l’idea di vendere la villa, ipotesi di cui si era parlato molto negli anni e che il vescovo Giuseppe Zenti aveva sollevato l’ultima volta a gennaio scorso.
La Curia avrebbe voluto alienare la proprietà nel 2008 per sanare il bilancio, ma la destinazione d’uso per scopi sociali, che la nobildonna Gianna Paganini Francescatti impose al momento del lascito della dimora alle suore dell’Istituto Sorelle della Sacra Famiglia (che la cedettero alla diocesi nel ’93) sotto pena di decadenza da ogni diritto ereditario, fu tra i nodi decisivi per la risoluzione dell’arbitrato che prorogò la convenzione con l’associazione fino alla fine del 2017.
«Adesso sapere che nella villa si insedierà la Caritas e non il miglior offerente, ci conforta e ci lascia più sereni. Continuerà a essere un luogo dedicato alle persone e ai loro bisogni» sottolinea ancora Scarsini.
L’ostello aprì i battenti nell’estate del 1984, ma nacque ufficialmente un decennio prima quando le suore concessero la villa al Centro di coperazione perché realizzasse «una casa di ospitalità e cultura aperta tutto l’anno per giovani italiani e stranieri, per la promozione del dialogo tra culture e con l’esclusione di ogni scopo di lucro». Dal 2011 villa Francescatti è in parte destinata anche all’accoglienza di 15 richiedenti asilo, ospitati nella foresteria, che a fine anno verranno trasferiti all’ex convento di Santa Chiara, a Veronetta, struttura sempre gestita dal Centro di cooperazione e dove al momento risiedono altri 40 migranti in convenzione con la Prefettura.

Laura Perina

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 25

Data: 28/10/2017

Note: Laura Perina