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Bocca Trezza e Pompei tra gli immobili in lista per essere ceduti. Asta per le gallerie dell’ex mercato
Per fare soldi, avanti con altre vendite di palazzi storici e immobili proprietà, da mettere all’asta. È la linea che anche nel 2014 intende perseguire l’Amministrazione comunale. Che sta individuando altri suoi beni da alienare. Con un obiettivo a medio termine, ottenuta la somma necessaria: costruire il Comune 2, cioè una sede nuova e unica degli uffici municipali nella zona del Prusst fra l’ex mercato ortofrutticolo e Borgo Roma.
E proprio a Verona sud potrebbe aprirsi presto una partita di rilievo. Dopo una dura lotta in Consiglio comunale e in città, l’Amministrazione ha trasformato in zona a destinazione commerciale parte dell’ex mercato ortofrutticolo, dove potrebbe sorgere in parte del parcheggio attuale della Fiera (area che verrebbe messa all’asta) un ipermercato. Ma anche le due gallerie rimaste dell’ex mercato avrebbero destinazione commerciale e verrebbero messe all’asta. Per una delle due c’è l’interesse di Eataly, la grande catena della ristorazione con il cibo made in Italy.
POI, VENDUTA alla fine dell’anno scorso per 5 milioni alla Cassa depositi e prestiti dell’edificio dell’ex istituto scolastico Bon Brenzoni, in via XX Settembre, a Veronetta, dove saranno ricavati appartamenti che la Cassa poi rivenderà, l’Amministrazione sta stilando un nuovo elenco di immobili da mettere sul mercato. Come Palazzo Bocca Trezza, pure affacciato su via XX Settembre, precedente al 1575 e fortemente ricostruito alla fine dell’800, con affreschi di Battista del Moro, Bernardino India, Paolo Farinati e Anselmo Canera. Contro la vendita del palazzo, già sede dell’Istituto d’Arte Nani, erano scese in strada quattro mesi duecento persone in una visita guidata promossa dall’associazione Desegni e dai Giovani democratici del Pd. Fra le alienazioni possibili c’è poi quella di un’ala dell’edificio dell’ex ospedale Fracastoro, a Chievo, cioè il complesso nell’altra porzione di stabile utilizzato come sede dell’Istituto alberghiero Berti.
Resta in piedi la possibile alienazione di Palazzo Pompei, la sede del Museo di Storia naturale, in lungadige Porta Vittoria. I reperti verranno trasferiti a Castel San Pietro, che dopo i restauri diventerà sede del Museo. La seconda sede del museo, lo ricordiamo, cioè Palazzo Gobetti, in corso Cavour, è già stato venduto, come del resto Castel San Pietro, Palazzo Forti, Palazzo del Capitanio e l’ex Bar Borsa.
L’ALTRO GRANDE FILONE di alienazioni è quello finalizzato a costruire la seconda sede del Comune fra Zai e Borgo Roma. Qui però c’è ancora un ostacolo. Il nuovo edificio dovrebbe infatti essere costruito in due dei quattro lotti Prusst, il Piano di riqualificazione urbana e di sviluppo socio-sostenibile, che il Comune aveva venduto alla società Costruttori Veronesi per farne appartamenti (gli altri due lotti sono stati comprati dall’impresa Marani e dall’Ater, entrambi per edilizia residenziale). La società aveva pagato le caparre per entrambi — circa il 30 per cento di 8 milioni, il valore di ciascun lotto edificabile — ma ritenendo mutato il contesto urbanistico rispetto al momento dell’acquisto ha voluto indietro i soldi. Per un lotto il Comune con una transazione li ha restituiti, per il secondo no. «Siamo ancora in causa», dice l’assessore alle finanze Pierluigi Paloschi.
SE SI RISOLVERÀ la questione si aprirà poi la messa in vendita di sedi comunali fra cui l’anagrafe in via Adigetto, tutti gli uffici lungo le mura di via Pallone, Palazzo Pirelli (vicino a Palazzo Barbieri, dove avrà sede la società di riscossione locale dei tributi), l’ex scuola Pacinotti in lungadige Capuleti, sede dell’edilizia privata, e poi la sede dei servizi sociali in vicolo San Domenico.
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gently

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 3/01/2014

Note: Enrico Giardini CRONACA, pagina 7