EREDITÀ DEL ‘500. Il fabbricato gotico-veneziano tra via Leoni e stradone San Fermo, dopo vari passaggi di proprietà, è da decenni preda del degrado che lo sta erodendo
Intanto la Torre Sgr che gestisce il Fondo proprietario annuncia interventi sulle facciate. Ma il vero problema è il cambio d’utilizzo.
Un palazzo antico rimasto nel limbo dei progetti per la città, che sembra aver imboccato la strada di un inesorabile declino.

È Palazzo Boldiero Malaspina Bottagisio, che si trova tra via Leoni e stradone San Fermo, edificato nel XV secolo in stile tardo gotico veneziano, residenza in un lontano passato di facoltose famiglie veronesi, e successivamente finito in mani pubbliche, la Provincia, che una decina d’anni fa lo ha ceduto, tramite un’asta, alla Fondazione Cariverona che, a sua volta, lo ha trasferito ad un fondo immobiliare, il Mediolanum Property. Dal giugno del 2015 questo fondo di investimento è gestito alla società Torre Sgr.

Nel frattempo l’antico edificio è stato progressivamente preda del degrado, tanto che ancora oggi sono visibili dalla strada le brutte, quanto necessarie, protezioni installate per evitare il crollo di calcinacci e frammenti vari sul marciapiede sottostante dove ogni giorno passano centinaia di persone. Una situazione che già i dipendenti della Provincia, che qui aveva insediato alcuni uffici, avevano denunciato ancora nei primi anni del Duemila.Traslocati definitivamente servizi e personale, dopo l’alienazione del bene dalla Provincia a Cariverona (dopo due aste andate deserte), nonostante molte ipotesi di recupero, come la riqualificazione per farne appartamenti privati, uffici o una struttura alberghiera, non si è fatto più nulla mentre la struttura ha cominciato a cedere sotto ai colpi dell’incuria. Già nel 2007 fu necessario un corposo intervento di pulizia e disinfestazione da parte dell’Ulss per un notevole accumulo di immondizia, carcasse di volatili unite ad uno strato di guano e cumuli di carte abbandonati.Ma nei prossimi mesi qualcosa dovrebbe cambiare. Il vicedirettore generale di Torre Sgr, Dario Strano, assicura che è stato predisposto un progetto per la manutenzione delle facciate dello storico edificio. «Stiamo procedendo con l’appalto dei lavori alle facciate», precisa Strano, «e nei prossimi mesi partiranno i lavori per il ripristino delle parti esterne».L’altra notizia è che Torre Sgr sta cercando da tempo un «utilizzatore» dell’edificio. E qui i problemi si moltiplicano, per due motivi, come spiega il dottor Strano: «Palazzo Bottagisio è un bene vincolato, e, quindi, più complesso da gestire per un futuro acquirente o utilizzatore. L’altra questione, molto più ostica, è la destinazione d’uso. Questo palazzo, attualmente, è vincolato all’utilizzo pubblico, come possono essere uffici o ambienti di studio. Tant’è che tra gli ambiti in cui ci stiamo muovendo abbiamo preso in considerazione anche l’università. Tuttavia, se fosse possibile cambiare questa destinazione, per farne, ad esempio, un hotel di charme o un centro per la ristorazione di un certo livello, allora avremmo già la fila di investitori alla nostra porta. Mi auguro che in futuro questa possa essere un’opzione percorribile per dare al palazzo le cure che merita».La questione del cambio di destinazione degli edifici ricade sull’Amministrazione comunale ed è una partita che nei prossimi anni vedrà molti protagonisti in campo, dato il crescente numero di siti storici che si stanno liberando, o che sono liberi da decenni. Come spiega l’architetto Gianni Perbellini nell’articolo qui a fianco, servono un’ampia programmazione e un’ottica nuova sulla città. (4-continua)

Storia del Palazzo dal sito Verona .com

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 17

Data: 8/04/2018

Note: E. Cardinale - foto Marchiori