L'assessore Ilaria Segala

IL PROGETTO DI RIUTILIZZO. Procede l’iter per riconvertire gli spazi dell’ex complesso militare

Piano dai 40 ai 60 milioni che coinvolgerà i privati Segala: «Stiamo in dialogo con enti e associazioni»
E.G.

Prima sistemare i tetti degli edifici, a partire da quelli della corte centrale. Nel frattempo avanti con il progetto di parco urbano pubblico, con l’ipotesi di insediarvi il museo di Storia naturale, spazi per attività artistiche e per l’innovazione, con sedi di startup, cioè nuove imprese.
E potrebbe starci anche, nelle palazzina di comando, la biblioteca di Castelvecchio, da aprire a studenti e al pubblico, per liberare spazi per il negozio di libri del museo. Possibile un ingresso al parco anche da piazzale Cadorna-viale della Repubblica, abbattendo una parte di muro per creare continuità tra parco e quartiere di Borgo Trento.Sono scenari di possibili destinazioni per l’Arsenale – da perfezionare e precisare – a cui sta lavorando l’Amministrazione comunale dopo aver fatto sintesi della sessanta idee progettuali presentate alla commissione temporanea sull’Arsenale – che era stata presieduta dalla consigliera di Battiti Verona Domani Paola Bressan – e poi illustrate alla città.
Ciò in collaborazione con la facoltà di architettura del Politecnico di Milano, sede di Mantova, con i professori Federico Bucci e Filippo Bricolo.
È quanto riferisce l’assessore all’urbanistica e all’ambiente, Ilaria Segala, con il sindaco Federico Sboarina, dopo aver annunciato la vittoria al Tar del Comune contro Italiana Costruzioni, che aveva presentato ricorso contro la revoca del project financing da parte del Consiglio comunale.Sboarina conferma che «parallelamente alla questioni legali abbiamo sempre lavorato per il recupero del complesso», e intanto il Comune ha stanziato nove milioni all’anno per tre anni nel piano delle opere pubbliche 2018/2020.
Il recupero dovrebbe costare dai 40 ai 60 milioni. «Ci è stato detto che siamo una giunta che studia tanto», dice la Segala, «e a queste persone rispondo che temi così complessi come Arsenale e varianti urbanistiche 22 e 23 richiedono decisioni approfondite. Proprio la fretta con cui sono state fatte in passato ha portato ai problemi di oggi. Precisato questo, aggiungo che ci sono due-tre scenari possibili per il prossimo utilizzo dell’Arsenale».Per questo, sottolinea l’assessore Segala, «continuano i colloqui con enti e associazioni che hanno dimostrato interesse per l’Arsenale, mentre gli uffici comunali stanno valutando le migliori procedure da seguire».
I colloqui riguardano anche i finanziamenti, che potrebbero arrivare anche da privati. La Segala non esclude, peraltro, il ricorso a project financing e a finanziamenti europei, «ma potremmo usare anche sette dei 120 milioni in cassa, ma bloccati dal patto di stabilità». Nel frattempo, «dopo l’approvazione del bilancio, partiremo con i lavori di riqualificazione delle coperture più danneggiate». © RIPRODUZIONE RISERVATA© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tratto da: l'Arena Giornale di Verona

Data: 18/02/2018