RECUPERO DI MONUMENTI. Conclusasi la commissione temporanea, s’infiamma il dibattito sulle scelte per il complesso

Bertucco: «Ma l’Amministrazione sinora non ha mai espresso linee» Segala: «Valutazioni su funzioni degli edifici e su finanziamenti»
Il palazzo storico dove si trova l’ingresso dell’Arsenale, il complesso militare austriaco del Comune
Dopo vent’anni almeno di proposte, progetti presentati e annullati…ora è conto alla rovescia. Per arrivare entro gennaio, per l’approvazione del bilancio, al masterplan. Anche perché andrà stanziato un milione per rifare le coperture. In ogni caso: un parco pubblico e un polo culturale per arti figurative, musica e teatro, ma anche con proposte e attività sociali improntate alla sostenibilità, all’ecologia e al dialogo tra mondi e popoli. E all’innovazione.
Il tutto ristrutturando gli edifici storici, austriaci, vincolati, e abbattendo quelli più recenti, fatiscenti. È in sintesi l’idea generale dell’Amministrazione comunale per il futuro dell’Arsenale.Tutto ciò nonostante le polemiche dopo la chiusura della commissione consiliare temporanea sull’Arsenale, guidata da Paola Bressan, quella della concertazione su una sessantina di idee presentate dalla città. Chiusasi senza una scelta progettuale, la commissione, come avrebbe auspicato tra gli altri Michele Bertucco, capogruppo consiliare di Verona e Sinistra in Comune. «Pur riconoscendo l’innovazione del metodo», dice in una nota il consigliere di opposizione, che aveva sostenuto in Consiglio comunale la revoca del project financing di Italiana Costruzioni, iniziativa dell’Amministrazione Sboarina, «ma dobbiamo ammettere che le conclusioni della commissione Arsenale sono state molto deludenti.
L’apertura e la condivisione dimostrate nei confronti del Consiglio comunale e della città hanno un valore in sé, ma durante tutte le sedute di commissione l’Amministrazione si è ben guardata dall’assumersi la pur minima responsabilità sui temi dirimenti».
Secondo Federico Bucci, invece, il professore di Storia dell’architettura al Politecnico di Milano, sede di Mantova, che con l’architetto e docente veronese Filippo Bricolo ha coordinato i lavori della commissione, «l’idea forte del parco, all’Arsenale, è passata, in commissione. Insieme a quella di una restituzione alla città di cos’era l’area agricola della Campagnola.
Ora andranno individuate le funzioni degli edifici da restaurare», aggiunge. «Comunque come responsabile di una cattedra Unesco all’Università di Mantova valuto molto positivamente il lavoro della commissione».
Sulle funzioni l’assessore all’urbanistica e all’ambiente Ilaria Segala spiega che «sono in corso approfondimenti con l’Accademia d’arte Cignaroli, con la Diocesi che è parte del progetto Humanfirst della cittadella della sostenibilità, con la Fondazione Aida il Teatro Laboratorio per il teatro, con Cattolica Assicurazioni che potrebbe collaborare per il progetto culturale e i giovani. E poi c’è l’idea di Ars Electronica. Insomma, stiamo valutando a fondo, tenendo conto della nostre linee di indirizzo», conclude, «anche per quanto riguarda i finanziamenti». La stima iniziale dell’Amministrazione per l’intera opera – parco, polo culturale, aree pubbliche, compresa l’apertura verso piazzale Cadorna, abbattendo il muro vicino alla chiesa dell’Arsenale – va dai 40 ai 60 milioni. Hai detto niente… © RIPRODUZIONE RISERVATA© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tratto da: l'Arena Giornale di Verona

Data: 12/01/2018

Note: Enrico Giardini