Il tratto di lungadige dove, secondo gli ideatori del progetto, si potrebbe realizzare la passerella ciclopedonale sospesa sull'Adige

CITTÀ E MOBILITÀ. Il piano verrà protocollato e presentato in prima Circoscrizione. Secondo gli ideatori il costo dell’opera dovrebbe aggirarsi intorno agli 800 mila euro
Il tratto di 250 metri di marciapiede è troppo stretto anche per i pedoni E tre progettisti lanciano l’idea di una struttura ciclopedonale sospesa.
Centinaia di passanti ogni giorno si accalcano su un marciapiede che, nel punto più stretto, misura poco più di 70 centimetri di ampiezza. Così quando ci si «incrocia», e capita spesso, qualcuno deve giocoforza scendere dalla banchina e mettere i piedi sulla carreggiata, facendosi sfiorare dai veicoli in transito, altrimenti non si passa più.Facile indovinare a quale punto del centro corrisponde questa descrizione: si tratta di Regaste Redentore, il tratto di strada stretto fra il Teatro Romano e l’Adige, ovvero i 250 metri circa dall’altezza di Ponte Pietra fino quasi ai giardini della Giarina.Per risolvere l’annoso dilemma dell’intasamento in zona, e soprattutto per limitare il rischio per l’incolumità di pedoni e ciclisti, arriva la proposta di una passerella esclusivamente ciclopedonale sospesa sopra il fiume parallela alla strada, congegnata da tre professionisti: l’architetto Bertilla Ferro, l’ingegner Franco De Grandis, e l’architetto Franco Dusi, quest’ultimo consigliere della prima circoscrizione (Gruppo Misto).«Malgrado la delicatezza del sito, di altissimo valore storico e ambientale, si ritiene che un intervento strutturale per fluidificare il passaggio degli “utenti deboli” della strada si possa proporre, anche con soluzioni ardite. Intervento non di mimetizzazione ma di ostentata diversità, leggero e rispettoso delle preesistenze, per quanto imponenti possano essere», spiegano Ferro, De Grandis e Dusi.E, introducendo la propria idea, aggiungono: «Verona ha una geografia urbana difficile. Le ipotesi avanzate negli anni non hanno trovato attuazione: né il progetto del traforo, né finora il decantato filobus, che risponderebbe solo in parte ai problemi di circolazione».La passerella proposta, come un «balcone» sospeso sull’Adige e ancorato alla strada, «costituirebbe il prolungamento dei tratti di pista ciclabile esistenti. Inoltre, la realizzazione di un ponte ciclopedonale fra la Giarina e lungadige Donatelli permetterebbe di raccordare tale percorso con il tratto esistente che arriva da via Carducci, largo San Tomaso verso via Nizza».Infine, commentano i tre professionisti, «proprio i giardini della Giarina, risistemati, rappresenterebbero una zona di sosta ideale da attrezzare per ciclisti e pedoni, di fronte all’attraversamento sul fiume del nuovo ponte, in posizione strategica per saldare Veronetta al centro storico».Il progetto della passerella all’ombra del Teatro Romano, steso in particolare dall’ingegnere De Grandis, gratuitamente, verrà protocollato e presentato presto in prima circoscrizione. Sì, ma con quali fondi si potrebbe concretizzare l’opera? Rispondono gli ideatori: «Il costo stimato è all’incirca di 800mila euro. Sarebbe importante che il Comune spingesse per ottenere, allo scopo, una parte dei fondi che lo Stato ha stanziato per lo sviluppo della mobilità ciclabile in Veneto».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 18

Data: 11/05/2019

Note: Lorenza Costantino