In carrozzina verso la chiesa di San Giorgio in Braida

L’ESPERIENZA. «Skarrozzata» organizzata da Usacli in collaborazione col progetto diocesano
Gli ospiti in carrozzina nelle chiese del percorso al di là dell’Adige

Un’esperienza che rigenera il corpo e rinfranca lo spirito, con palestra d’eccezione i più incantevoli scorci cittadini, e come personal trainer le architetture sacre e i filari d’alberi disseminati sulla sinistra d’Adige.È quella portata a casa dai protagonisti della “Skarrozzata” organizzata da USacli Verona (Unione Sportiva Acli) in collaborazione con il progetto diocesano Verona Minor Hierusalem, che sabato pomeriggio hanno partecipato all’itinerario “Rinascere dall’acqua. Verona Aldilà del fiume”, sperimentando una dimensione del pellegrinaggio tutta nuova anche per loro che, nonostante le disabilità motorie, con l’esercizio fisico hanno una certa confidenza.«Molti dei soci USacli aderenti all’iniziativa, infatti, praticano sport in carrozzina, dal basket al tiro con l’arco, ma esperienze come quella di oggi portano al loro allenamento un valore aggiunto», ha commentato il presidente Giuseppe Biasi, «in quanto oltre al fisico si mettono in moto sia il cervello che lo spirito. È questa la prima regola per sentirsi davvero in forma. Motivo per cui USacli Verona è particolarmente impegnata nella promozione di eventi trasversali allo sport che, da un lato, favoriscano la piena realizzazione delle persone più esposte al rischio di esclusione fisica e sociale, dall’altro portino alla conoscenza del più ampio numero di soggetti, i disagi che esse si trovano ad affrontare, specie difronte alle barriere architettoniche».E UNA PRIMA risposta giunge proprio da Verona Minor Hierusalem. «Grazie alla generosità dei volontari impegnati nelle chiese del percorso – a Santo Stefano, Veronetta e verso il colle di San Pietro – che hanno deciso di devolvere parte delle offerte ricevute dai visitatori nell’acquisto di pedane pieghevoli, infatti, gli ospiti in carrozzina (affiancati da pellegrini normodotati immedesimatisi nella stessa condizione), hanno potuto accedere anche alle strutture gradinate dell’itinerario, da Santa Maria in Organo a San Giorgio in Braida e Santo Stefano», spiega la responsabile del progetto Paola Tessitore, «ribadendo la vocazione all’accoglienza di Verona minor Hierusalem, che oltre a un riuscito modello di turismo culturale si sta rivelando un esempio di turismo accessibile innovativo».PROVA NE È un altro esperimento che si è svolto nella chiesa di San Giovanni in Valle, «dove gli studenti in alternanza scuola lavoro dell’Istituto per il Turismo “Guardini” hanno guidato una compagna ipovedente nell’esplorazione dei sarcofagi attraverso l’esperienza del tatto. L’idea è estendere l’accessibilità dei luoghi del pellegrinaggio a tutte le disabilità, anche sensoriali», rimarca ancora Paola Tessitore, tutor esterno dei percorsi di Asl, «e al riguardo, gli studenti del liceo artistico Nani Boccioni sono già incaricati di disegnare opere d’arte o mappe delle cinque chiese d’oltre Adige in 3D, da destinare agli utenti con limitazioni visive, mentre per le disabilità uditive ci stiamo attrezzando con tablet dotati di una descrizione della chiesa sia testuale che nella lingua dei segni».Con uno sguardo proiettato anche all’anno del turismo lento (2019)

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 10

Data: 28/05/2018

Note: FRANCESCA SAGLIMBENI