Anche l’associazione Italia Nostra si esprime, e con preoccupazione, sul destino del patrimonio edilizio storico della città.
Giorgio Massignan, presidente provinciale di Italia Nostra, si riferisce alle cessioni alle cessioni di Castel San Pietro, di Palazzo Forti, di Palazzo del Capitanio, alla locale Fondazione Cariverona, e di quella di Palazzo Gobetti a una immobiliare e dice: «A fronte di una tale politica di dismissione, vogliamo rammentare che gli amministratori eletti stanno governando pro tempore la città; che hanno il dovere di conservare al meglio l’eredità che hanno ricevuto e che non hanno alcun diritto di privare la città dei propri beni». E aggiunge: «Avere avuto la maggioranza dei consensi elettorali non li autorizza a spogliare il Comune di Verona e quindi i cittadini, della propria eredità. Il nostro timore», prosegue, «è che al termine di questa amministrazione, alla città rimarranno decine di nuovi centri commerciali al posto di decine di edifici storico-monumentali».
Massignan ricorda poi che la «vocazione economica della nostra città, la quarta in Italia per valore artistico-culturale, dovrebbe essere turistica». E attacca: «Utilizzare i proventi della vendita o della cessione d’uso ai privati del patrimonio storico-monumentale pubblico, per finanziare eventuali ristrutturazioni o altre opere è miope e sbagliato. In particolare, la decisione sulla proposta della Giunta di cedere i diritti di superficie per 99 anni di un’area dell’Arsenale di circa 12mila metri quadri, mentre 8mila resterebbero pubblici, dovrebbe essere presa dopo un attento e completo confronto pubblico».
Italia Nostra, si schiera al fianco del comitato per l’Arsenale sottolineando che sia «più conveniente per gli interessi della città, seguire un progetto e un piano finanziario che dimostri la possibilità di mettere in sicurezza l’intero complesso, di sistemare il verde e di restaurare la corte centrale, con i 12 milioni che il Comune comunque investe nell’operazione».  NULL

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 3/01/2014

Note: CRONACA, pagina 7