Il presidio dei cittadini ieri mattina in via Fra Giocondo

FILOBUS. La mobilitazione dei cittadini si incrocia con la mozione approvata in Consiglio. E l’amministrazione ha chiesto all’azienda come si può modificare il progetto
I residenti scendono in strada per protestare contro il taglio, arrivano gli assessori Polato e Zanotto e assicurano: «Amt studia soluzioni alternative, fino allora non succede nulla».
Almeno per il momento è sospeso l’abbattimento degli alberi di via Fra Giocondo, sulla lunga aiuola spartitraffico che in futuro ospiterà il capolinea ovest del filobus.«Aspettiamo che l’Amt valuti di spostarlo dall’altro lato del marciapiede», spiegano l’assessore ai Lavori pubblici Luca Zanotto e il collega alla Sicurezza Daniele Polato, a cui il sindaco ha affidato di recente la delega all’opera. Una misura in ottemperanza alle indicazioni del Consiglio comunale che si è espresso per la salvaguardia delle piante, votando una mozione presentata dalla capogruppo della Lega Anna Grassi. L’annuncio è arrivato a margine della protesta andata in scena allo Stadio, davanti alle transenne del cantiere. Si erano dati appuntamento una cinquantina di manifestanti, con slogan e striscioni e l’intenzione di vigilare contro il taglio delle piante che secondo l’Amt sarebbe dovuto cominciare ieri.Tirano un (temporaneo) sospiro di sollievo il comitato «No al filobus» e gli altri movimenti ambientalisti mobilitatisi contro i cantieri «colpevoli» di sacrificare decine di alberi in città. Le stime di Amt parlano di 250 piante, mentre sarebbero almeno 400 per le associazioni che ieri hanno inviato i propri rappresentanti: Italia Nostra, Avatar degli Alberi, Verdeblu onlus e la neonata Consulta comunale per la tutela degli animali di cui fanno parte, fra gli altri, Lipu, Enpa, Wwf. Nel caso di via Fra Giocondo «sono piante vecchie e malandate. Conviene investire in un rinnovamento», spiegava agli attivisti l’arboricoltore veronese Nicola Bussola. L’Amministrazione aveva già fatto presente che alcuni arbusti malati vanno sradicati a prescindere dal passaggio della filovia e che in animo c’è la sostituzione di ogni albero eliminato, ma una volta saputo del sit-in, Bussola ha deciso di intervenire per dissipare ogni dubbio. Pini marittini e cedri del Libano «andrebbero rimpiazzati con cespugli e platani vallis clausa, la specie resistente al cancro», ha specificato. «Le nuove piante sarebbero una trentina (ora sono 21, ndr) e avrebbero latifoglie più gestibili, considerata l’interferenza con i pali della filovia».Secondo le associazioni resterebbero però alcuni nodi, per esempio la tutela dei nidi e, fintantoché l’Amt non si esprimerà, anche la preservazione delle radici degli alberi ancora in buono stato.Fra i partecipanti erano presenti diversi residenti e alcuni consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, il capogruppo del Pd Federico Benini, Roberto Simeoni e Alberto Zelger della Lega, Marta Vanzetto dei 5 Stelle che ha invitato tutti i residenti dello Stadio a mobilitarsi «per chiedere un percorso alternativo del filobus. Molti non la vogliono, ma l’opera esiste e dobbiamo efficentarla», ha detto. Non è d’accordo Benini, secondo il quale i lavori si possono stoppare del tutto. «Manca il piano del traffico che era fra le prescrizioni della Via. Perciò il finanziamento pubblico sarebbe impugnabile da parte del Ministero dei Trasporti». Se fosse il Mit a ritirare quei soldi, «non ci sarebbero penali ministeriali da pagare». Al netto dei risarcimenti per le aziende che si stanno occupando dei cantieri.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 17

Data: 9/07/2019

Note: Laura Perina