La manifestazione dei comitati fuori da Palazzo Barbieri durante il Consiglio comunale

LA MANIFESTAZIONE. Davanti al municipio i comitati critici con l’opera così com’è concepita
«Faremo appello a Toninelli attraverso i parlamentari veronesi. Serve un sistema di trasporto di massa, ma la filovia è vecchia e superata»

Fra i gruppi di cittadini c’è anche FrOnda Verde
La proposta è riunire intorno a un tavolo i parlamentari veronesi, chiedere una mano per rinegoziare il progetto del filobus col ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. I comitati dei cittadini contrari all’opera la lanciano direttamente al sindaco Sboarina. «A Verona», dicono, «un sistema di trasporto di massa serve, ma la filovia è vecchia e superata. Esistono altri mezzi più validi e meno invasivi, come gli autobus elettrici alimentati con batteria che si ricaricano in stazioni di ricarica rapida al capolinea».Il comitato “No al filobus” ha riunito tutti sotto le finestre del Municipio, dove nel frattempo si svolgeva il Consiglio comunale. Hanno risposto all’appello i gruppi di residenti e commercianti “San Paolo” e “Opera Filavia” e le associazioni ambientaliste Avatar, Gruppo Alberi Verona, Fr-Onda Verde, Verdeblu onlus e Lipu. Queste ultime ancora più agguerrite dopo il via libera al taglio degli alberi di via Fra Giocondo, allo Stadio, annunciato nel pomeriggio dall’Amt che ha messo una pietra tombale sulla possibilità di spostare il capolinea ovest del filobus per salvare le piante. «In presenza di nidi quegli alberi non possono essere abbattuti», ha ribadito Chiara Danzi, portavoce di Avatar. Gli attivisti promettono altre azioni, sebbene l’Amt abbia specificato che la deroga è prevista dalle norme tecniche del verde pubblico, nonostante luglio sia mese di nidificazione.Per il resto non parlano di disagi, ma di danni che costerebbero molto più dell’opera stessa, in termini di investimenti da parte dei piccoli imprenditori, posti di lavoro che andrebbero persi e immobili che si svaluterebbero. Un esempio è via San Paolo, a Veronetta, dove il tracciato del filobus prevede una galleria pedonale sul lato sinistro della strada (direzione Porta Vescovo) facendo rientrare le vetrine dei negozi. Un altro è Borgo Venezia, dove il nodo è il passaggio della filovia su via Pisano in entrambi i sensi di marcia: farebbe sparire gli stalli di sosta a bordo strada e porterebbe in dote una Ztl negli orari di punta per favorire il transito spedito dei mezzi. «Per svuotare un pozzo nero o far arrivare a casa l’idraulico ci vorrà il permesso del Comune. La Ztl nelle periferie è assurda», dicono Marco Bonazzi e Mario Segato, portavoce di “No al filobus”. Il Consiglio comunale ha approvato una mozione che chiede di sdoppiare il percorso del filobus su via Pisano all’andata e su viale Spolverini al ritorno, ma serve una variante che deve essere approvata dal Cipe, il comitato ministeriale che sovrintende ai finanziamenti. «Il conto sarebbe milionario», senza contare che la viabilità sarà stravolta «in diversi punti della città, da via Mameli a via Città di Nimes, passando per via IV Novembre».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 13

Data: 12/07/2019

Note: L.Per. - foto Marchiori