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TRA STORIA E ARTE. Il parlamentino della seconda circoscrizione ha approvato la proposta del Movimento 5Stelle.

Albrigo: «L’itinerario include anche Parona, Avesa e Quinzano per valorizzare la nostra cultura»

Nei sotterranei di forte San Giorgio i nuovi percorsi della seconda Circoscrizione.
Il Consiglio ha approvato la proposta del Movimento 5Stelle di inserire nelle carte turistiche i monumenti più nascosti del territorio unendoli in un programma di visite più ampio che comprende anche le frazioni di Parona, Avesa e Quinzano.
Si tratta di una iniziativa che abbraccia la storia del territorio, le usanze, l’artigianato e l’ambiente. «L’intento», commenta il capogruppo del M5S Paolo Albrigo, «è di valorizzare l’enorme patrimonio di storia, cultura, artigianato, usi e costumi presenti sul territorio. Le visite guidate con l’aiuto di esperti saranno pubblicizzate sul sito Internet della seconda Circoscrizione, presentate alle scuole e diffuse agli organi di stampa».
«Nel progetto», prosegue il grillino, «è inserito anche un percorso sotterraneo a forte San Giorgio così da valorizzare ulteriormente la struttura creata dagli Austriaci. Oggi le “gallerie” sono visitabili la seconda domenica del mese grazie all’opera degli scout che hanno ripulito diversi tratti depositati dalle piene dell’Adige. Ma il “labirinto” nel sottosuolo può rientrare a pieno titolo e con maggiore visibilità pure nell’offerta turistica della città. L’incontro tra beni culturali e territorio si rende necessario anche per la salvaguardia del patrimonio».
La galleria di controscarpa di lungadige San Giorgio è uno dei tratti più interessanti delle mura e tra i più articolati. La parte sotterranea è parte del complesso costruito nel 1840 su progetto di Franz von Scholl ed è percorribile solo da qualche anno grazie al lavoro volontario del gruppo scout Agesci Verona 10.
L’armamento difensivo di San Giorgio comprendeva una dozzina di cannoni. I soldati erano suddivisi in 300 fanti e 16 artiglieri, ma la struttura poteva accoglierne fino a 600 uomini. Il fabbisogno idrico era assicurato dal Lorì di Avesa le cui acque erano fin qui convogliate attraverso le mura veneziane. Sino al 1965 il Bastione era ancora abitato da una famiglia di sfollati durante la seconda guerra mondiale. Ne resta testimonianza una stufa in terracotta e il numero civico all’esterno di un ingresso laterale. Poco distante, nel quartiere di Valdonega si trova un altro monumento da valorizzare e tutelare: una rondella nota con il nome di Boccare.
I nuovi percorsi turistici comprendono anche le frazioni di Parona, Avesa e Quinzano.
Il Consiglio ha evidenziato la ricchezza del patrimonio artistico e culturale richiamando anche le diversità ambientali del territorio circoscrizionale ponendo la sua tutela come una priorità. Aggiungendo l’importanza di «valorizzare le presenze del territorio» per avviare una economia della cultura. M.CERP.

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA - cronaca - 23

Data: 1/02/2015

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